di Mauro De Santis – 

DEI FALLIMENTI della giunta Barbet ne sono a conoscenza tutti, dei disastri e delle incapacità pentastellate ne sono piene le cronache ed i cittadini le vivono quotidianamente sulla propria pelle.
Per questo mi sento in dovere di attirare l’attenzione su un fatto subdolo e insidioso che, stando alle cronache ed alle voci di palazzo, potrebbe avvenire in questi giorni: un accordo di basso livello fra forze politiche ufficialmente contrapposte con il solo scopo della spartizione del potere.
Una manovra di palazzo che allontana ancora di più i cittadini dalla Pubblica Amministrazione e mina ancora di più la già bassa fiducia nella politica.
E pensare che tutti i partiti in campagna elettorale passano molto tempo a spiegare che «non faranno inciuci”».
La triste vicenda umana e politica a cui stiamo assistendo in queste ore testimonia per l’ennesima volta che tutti i partiti sacrificano la nostra Guidonia Montecelio e le sue esigenze ad interessi politici diversi, decisi altrove, e le classi dirigenti locali, inadeguate e non libere, sono costrette a sottostare ai diktat dei loro partiti in spregio al buon senso, alla buona amministrazione e alla coerenza.
Se ve ne fosse ancora bisogno è evidente che, qualunque fosse stato il risultato del ballottaggio del 2017, la nostra Guidonia Montecelio avrebbe subito la stessa sorte e sarebbe stata asservita alle stesse logiche: le logiche dei partiti.
La conseguenza è che in questi giorni appare chiaro, sia sui social che negli incontri di vita quotidiana, che molti elettori delle due parti in atto in questa farsa, si sentano presi in giro, sia per quello che a loro era stato detto l’uno dell’altro, durante la campagna elettorale, sia per i messaggi politici che in questi tre anni disastrosi, arrivavano loro dai rispettivi partiti di riferimento. Sono talmente delusi da perdere ancora di più la fiducia nella politica.
L’avere cura della propria comunità, cercare di risolvere i problemi del proprio territorio, sono cose che si possono affrontare esclusivamente se non si fa solo quello che dice un partito verticalmente, ossia obbedendo ad occhi chiusi agli ordini che arrivano dall’alto.
La vicenda è oggi la conferma che noi siamo sulla strada giusta per riavvicinare i cittadini alla amministrazione pubblica della propria città e farli sentire partecipi dei processi decisionali, non contro i partiti, ma senza di essi, nell’interesse esclusivo di Guidonia, del suo futuro e della sua capacità di riscatto.
Civismo vuol dire appartenere ad una collettività, alla sua storia, alla sua identità; civismo è partecipare alle esigenze quotidiane, è riportare tutti noi ad una visione della politica di partecipazione.
Sono convinto che oggi più che mai la costituente autunnale delle realtà civiche sarà affollata e piena di speranza.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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