GUIDONIA – Tre ettari e una fogna abusiva che il Comune di Guidonia Montecelio si appresta a pagare a peso d’oro: 560mila euro complessivi, più o meno. Di cui 300mila per l’acquisto/esproprio, 200mila a titolo di risarcimento, circa 60mila euro di accantonamenti per penalità di mora disposti dall’Ente a partire dal 6 settembre del 2016. Sono passati più di 3 anni e ogni giorno di ritardo sulla demolizione (che non c’è stata e a questo punto non ci sarà) è già costato ai cittadini contribuenti 50 euro al dì. La somma è presto fatta. L’area agricola per cui il Comune paga è quella di prossimità alla lottizzazione Pizzarotti, oggi quartiere Collina del Sole, di proprietà del Consorzio dell’inviolata di Paolo Morelli; l’opera abusiva, un collettore fognario costruito dalla Cer immobiliare di Bartolomeo Terranova sul terreno del vicino. Una lunga vicenda che dal 2011 si è strascinata nelle aula di ogni giurisdizione della giustizia italiana: Tar del Lazio e Consiglio di Stato, tribunale civile, con un interessamento della Procura di Tivoli in relazione alle responsabilità eventualmente da accertare in capo agli attori che l’hanno animata: l’ex sindaco Eligio Rubeis, la giunta, i dirigenti comunali. Le sentenze hanno sempre dato ragione a Morelli Vs Terranova, e il Comune condannato a demolire e ripristinare i luoghi a proprie spese. L’imprenditore immobiliare avrebbe dovuto costruire un depuratore interno dal costo di oltre 2milioni e non invece, grazie alle procedure semplificate adottate dall’amministrazione, ripiegare su un allaccio al depuratore esistente. Illegittime furono inoltre tutte le attività di esproprio delle aree, tentate  tra il 2011 e il 2013 con tre differenti delibere d’indirizzo dalla ex giunta comunale. Al culmine del paradosso, gli esiti giudiziari hanno imposto al Comune di accantonare la somma di 50 euro al giorno a titolo di penalità di mora a favore del Consorzio e di Morelli a partire, appunto, dal 6 settembre 2016.

Ora, stando alla proposta di deliberazione comunale che sbarca domani 13 novembre alle ore 14 in consiglio comunale, l’amministrazione 5Stelle sembra intenzionata a mandare in archivio la pratica Colline del Sole. Come? Grazie a un accordo transattivo condotto in porto il 7 ottobre scorso dall’avvocatessa dell’Ente Antonella Auciello, dal dirigente all’Urbanistica Paolo Cestra, dal collega alle Finanze Niccolò Roccolino e dai legali di Morelli. I cui esisti sarebbero miracolosamente andati a buon fine dopo vari tentativi a vuoto. Questo almeno è scritto nella proposta di delibera. I tre dipendenti pubblici hanno certo agito per la incombenza della nuova udienza fissata al Tar del Lazio per il giorno 21 novembre 2019, sede dove il Comune sarebbe risultato ancora inadempiente sulla demolizione. Nonostante i solleciti, ultimi di una serie, del commissario ad acta Lucia Leto, che a partire da febbraio 2019 aveva inderogabilmente trasferito a Cestra l’onere di dare attuazione alle decisioni dei magistrati.  È del 15 febbraio (eccolo), l’atto con cui l’alto funzionario (è direttore generale del Comune di Tivoli), nominato nel 2016 dal Tar del Lazio per dare esecuzione alla sentenza 3597 del 2013, si congedava dalla spinosa vicenda Pizzarotti lasciando disposizioni proprio al dirigente all’Urbanistica. C’è da chiedersi, in nove mesi, a Palazzo Matteotti, cosa abbiano fatto. Se non fosse stato logico, al fine di garantire al Comune un risparmio almeno sulle penalità di mora, procedere da subito al tentativo di conciliazione. Materia da Corte dei Conti?

Nella proposta di delibera si menzionano carteggi intercorsi tra i dirigenti e la Leto, si fa cenno a incontri con i legali di Morelli sempre rimasti sordi alle istanze del Comune. Solo lo spauracchio del Tar ha sbloccato la trattativa a ridosso della nuova udienza. Davanti al notaio, già nei prossimi giorni in caso di approvazione domani della deliberazione, l’amministrazione dovrà subito svincolare le somme accantonate per penalità di mora e disponibili sul capitolo di spesa del bilancio comunale 4380/10.  Su altri capitoli, disporre l’impegno delle altre somme così suddivise: 40mila da corrispondere subito al Morelli – che ci guadagna un sacco di soldi più che se avesse puntato a una speculazione finanziaria – 460mila da prevedere sull’esercizio di bilancio 2020. Domani l’aula decide. Ma sarà veramente la fine di questa vicenda?

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Quarantaduemila euro di colpevoli ritardi, la giunta accantona ma non demolisce e la fogna abusiva di Terranova (Colline del Sole) sta ancora lì

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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