GUIDONIA –  Un collettore fognario da demolire senza ulteriore indugio. Non basta: il Comune di Guidonia Montecelio dovrà farsi carico di prevedere, già nel Bilancio 2019, le spese di rimozione, quindi di progettazione e realizzazione di un nuovo depuratore che fornisca il quartiere di Colline del Sole. Lo ha stabilito il commissario ad acta Lucia Leto con la disposizione di servizio del 15 febbraio 2019 (eccola). L’atto con cui l’alto funzionario (è direttore generale del Comune di Tivoli), nominato nel 2016 dal Tar del Lazio per dare esecuzione alla sentenza 3597 del 2013, si congeda dalla spinosa vicenda lasciando disposizioni inderogabili al dirigente dell’Urbanistica Paolo Cestra. Che avrà l’obbligo di attuarle indipendentemente dagli umori dell’organo di indirizzo politico (i 5STelle) al governo della città.

Considerato il notevole tempo trascorso dal suo insediamento nell’incarico avvenuto il 20 gennaio 2017,  «vista la notevole corrispondenza intercorsa con il Comune di Guidonia Montecelio,  preso atto che però alla data odierna nessuna significativa azione è stata messa in atto dall’Ente al fine dell’esecuzione del giudicato», Lucia Leto trasferisce la responsabilità e l’obbligo di demolizione e ripristino dei luoghi al dirigente all’Urbanistica. Che da subito dovrà attivare tutte le procedure amministrative per restituire al Consorzio dell’Inviolata i luoghi come erano in origine. Ovvero prima della realizzazione, su quelle aree di sua proprietà, del collettore fognario al servizio della lottizzazione Colline del Sole della Cer immobiliare di Bartolomeo Terranova. Non è tutto. Nella disposizione, Leto elenca una serie di punti vincolanti cui Cestra dovrà rigorosamente attenersi non solo per dare inderogabilmente attuazione a quanto disposto dal Tar del Lazio con sentenza del 2013, ma anche, nella sua veste di responsabile unico di tutti procedimenti amministrativi debitamente elencati, di individuare a rimozione avvenuta soluzioni alternative per lo smaltimento delle acque nere nel quartiere di Colline del Sole dove risiedono 455 nuclei familiari.

Il dirigente dovrà affidare a tecnici esterni o interni all’Ente l’incarico dei sondaggi geologici, della progettazione di un nuovo sistema fognario, dopo aver mappato l’attuale da demolire. E di prevedere già nel bilancio 2019 la spesa presunta per la realizzazione progettuale e dell’opera. E ancora: di accantonare nell’anno in corso 20mila euro quale forma di ristoro al Consorzio dell’Inviolata – 50 euro per ogni giorno di ritardo sulla demolizione come stabilito da sentenza del Tar del 2016 – da sommarsi ai quasi 43mila già messi da parte su apposito capitolo di spesa.

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AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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