GUIDONIA MONTECELIO – Ma quale campagna, a Guidonia va in scena la “cianfrusaglia elettorale”, un condensato del peggio della politica (o del meglio dell’antipolitica, dipende dai punti di vista); sarà perché il momento straordinario sotto il profilo giudiziario ha prodotto una straordinaria, apparente follia che non sembra risparmiare nessuno. A cominciare dal Movimento5Stelle, alle prese con un candidato sindaco (Michel Barbet) che meglio di un appello per lanciare una cena di sottoscrizione non riesce a fare. Parla in italiano stentato, è francese, in quanto grillino anti-sistema e anti-europeista, potrebbe avere votato Marine Le Pen ma il particolare assai interessante ai fini della valutazione politica del personaggio non è noto, i pentastellati lo hanno relegato a battitore di grancassa: udite udite signore e signori, accorrete numerosi, nel tal ristorante si mangia e dateci un po’ di soldi.

Il sindaco ombra, Sebastiano Cubeddu, in fase revival, ricondivide sui social le denunce consiliari contro il sistema corrotto, quello guidoniano. Una iniezione di Gerovital al suo super-Io ogni tanto ci vuole, anche se, ad oggi  (almeno che se ne sappia) il suo nome non sarebbe ricompreso nella ciurma movimentista che conta. In forte ascesa (per fare il capo della delegazione grillina in consiglio) è invece dato Claudio Zarro, laureando in giornalismo, vecchia scuola democristiana (ai tempi della militanza nell’Udc);  una volta folgorato sulla via di Casaleggio (padre) divenne protagonista della mancata marcia su Roma all’indomani delle elezioni politiche del 2013. Nella circostanza, il Zarro “armato” di panino con mortazza di mammà era partito alla volta della capitale per manifestare tutto lo sdegno verso il sistema corrotto (italiano e anche guidoniano). Ad arricchire la fase elettoral trash, le elucubrazioni social dei militanti già proiettati nella “gestione amministrativa” a elezioni vinte, le gag si moltiplicano con l’approssimarsi del voto, come a grillonandia capita sovente.

Anche le giovani leve democrat, che nell’immaginario avrebbero spazzato via la vecchia guardia, sono molto social e scrivono di celodurismi (riferibili a signore candidate con gli avversari), di trionfalistiche battaglie politiche vinte tutt’al più nel gioco dell’oca. Sono i sostenitori di Emanuele Di Silvio, scomparso dai radar dopo l’affermazione nelle primarie “fai da solo” che lo hanno incoronato candidato sindaco nel segno del “ti piace vincere facile”. La sua però è un’altra storia e intreccia quella personale e politica dei Mazza, padre e figliola, rispettivamente ex assessore e ex consigliere comunale nell’ultimo mandato Rubeis, Adriano e Silvia, quest’ultima sua compagna di vita. Chissà se l’appello all’indeterminato centrodestra arrivato dalla kamikaze Arianna Cacioni, nominata sindachella alla rinfusa, senza particolari criteri, fosse indirizzato in via preferenziale proprio alla famosa stirpe ormai di fatto imparentata col Di Silvio.

Intanto la ragazza che bazzicava i grillini (con Claudio Zarro), ha i suoi fan in Rete. “Equilibrata e giovanile”, ne descrivono la sintesi perfetta tra passato e futuro, nel solco di una continuità che porta a Teresa Bonelli, la sindaca forzista chimera che fu, anche lei kamikaze dei suoi tempi, chiusa in una stagione post inchieste giudiziarie, allora come oggi a frantumare il quadro politico. Sono i sindaci e aspiranti tali declinati al femminile ma è solo una replica, un déjà vu. Per non farsi mancare nulla, l’elettoral trash incrocia Guidonia con le sorti del critico d’arte Vittorio Sgarbi per mezzo di Maurizio Neri e Mariella Cosola, coniugi impegnati (lei da assessore, lui da consigliere) in circa sette anni di amministrazioni Rubeis. La loro discesa in campo al fianco dell’urlatore trash per definizione, pare si giustifichi con la necessità di bellezza e di affermazione architettonica di una città che “in ogni parte trasuda di una storia grande, epica, ma anche di tante piccole e grandi storie di persone. Il percorso di RinascimentoGuidonia vuole ritrovare, in ciascuna di queste storie, memoria, bellezza, appartenenza”.

È il condensato  significativo di una “cianfrusaglia elettorale” formalmente al via sabato 13 maggio con la presentazione delle liste e dei simboli. Il resto è contorno, la majonese delle civiche, la sinistra in solitaria (forse) con Filippo Silvi candidato sindaco, la destra alemanniana che parla di Le Pen ma candida Ammaturo (Giovanna). Tutti buttando un occhio a quanto accade in procura, perché gli scandali sono i veri protagonisti di queste brutte elezioni amministrative 2017.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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