GUIDONIA – L’aver “redatto” i due ricorsi al Tar del Lazio contro le procedure autorizzatorie dell’impianto di Tmb. Ma anche organizzato e partecipato a manifestazioni contro la discarica, la cementificazione delle aree verdi, l’inquinamento delle “falde acquifere” dell’Inviolata; alcuna menzione è invece riservata alle battaglie politiche che avrebbero addirittura scatenato le baraonde  giudiziarie di “mafia bianca” e “operazione ragnatela”, c’è proprio di tutto nei curricula (presenti sulla Piattaforma Rousseau a portata di clic  per gli elettori) degli spiranti senatori locali (e anche deputati) in corsa in queste ore nelle Parlamentarie 5Stelle, . Dopo però, se saranno designati, dovranno chiedere il permesso (anche) per fare un passo, sicuramente per parlare con i giornalisti. Questo secondo i ferrei principi dettati dalle Linee guida per la comunicazione”. Il documento, inviato per tempo a tutti agli aspiranti dallo staff della comunicazione di Milano (Casaleggio & associati), recita infatti che “i candidati potranno rilasciare interviste e/o dichiarazioni ai giornali nazionali e locali solo ed esclusivamente dopo essere stati autorizzati dallo staff comunicazione nominato dal capo politico”, che poi sarebbe Luigi Di Maio. E ancora: “I candidati potranno partecipare a trasmissioni televisive e/o radiofoniche locali secondo un calendario condiviso con gli altri candidati ed autorizzato dallo staff comunicazione nominato (sempre ndr) dal capo politico. Come del resto è di tutta evidenza che “non potranno partecipare a trasmissioni nazionali se non espressamente convocati dallo staff comunicazione nominato dal capo politico”.

Il regolamento prevede anche (al punto 4) “la stampa di materiale personale (es. santini) su layout uguali per tutti”  e manifesti “il cui format sarà deciso dallo staff comunicazione nominato dal capo politico”. Banditi inoltre le “cene elettorali o altre forme promozionali tese alla singola autopromozione”  e qualunque endorsement  fatto da portavoce eletti a qualsiasi livello”.

Oltre alla comunicazione, il regolamento presta particolare attenzione alle forme di finanziamento della campagna elettorale fissando rigidi paletti. I vertici del Movimento 5 stelle impongono ai candidati di richiedere sempre fattura prima di autorizzare qualunque contributo; di non accettare mai donazioni superiori a mille euro,  di rifiutare finanziamento in contanti che superino i 200 euro; di  rendicontare “pubblicamente” tutte le donazioni. L’unica libertà concessa senza passare al vaglio del capo politico è l’utilizzo dei social e del telefonino. Si vota fino a stasera (forse domani fino alle 12) dopodiché se ne vedranno delle belle.

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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