GUIDONIA – Vige la regola dello scaricabarile. Stavolta  la patata bollente è nelle mani del dirigente alle finanze Maria Lombardi. Lo ha deciso il sindaco Michel Barbet con un decreto “straordinario” che bypassa il consueto indirizzo di Giunta e consegna nella mani del capo economico dell’Ente la decisione se pagare o no il rimborso delle spese legali al funzionario comunale Salvatore Mazza, in relazione ad un procedimento penale, scaturito da motivi d’ufficio, che lo coinvolse nel 2008. A bussare a cassa è lo studio legale Proietti e associati con una richiesta di rimborso delle spese legali sostenute dal dipendente. E qui comincia lo scaricabarile. Prima Marco Alia, dirigente degli Affari generali, rispedisce al sindaco l’investitura a gestire la faccenda, dopo avere espresso le proprie “riserve ad assumere l’incarico per la suddetta procedura”, specificando per il sindaco non meglio note motivazioni a tale riserva. Poi, è stata la volta del segretario generale, Annalisa Puopolo, che nella specifica funzione di responsabile della prevenzione e corruzione dell’Ente declina e ringrazia per proporre “l’assegnazione della procedura a Maria Lombardi”.

La domanda è d’obbligo: ma non c’erano sentenze del consiglio di stato, cassazione e chi più ne ha più ne metta già richiamate in casi precedenti, che andavano nell’indirizzo di non riconoscere ai dipendenti e o amministratori coinvolti in cause di servizio l’indennizzo delle spese legali? All’epoca il comune, attraverso una farraginosa procedura, aveva primo riconosciuto e poi negato (con due determine contrastanti) il rimborso, diventando un caso (con annessa polemica) sollevato proprio dal Movimento 5Stelle (oggi nelle stanze delle decisioni) al grido di scandali e sperperi di risorse, di violazione dell’articolo 97 della costituzione sul buon andamento della pubblica amministrazione e via discorrendo. Allora la prassi fu diversa: l’avvocatura e il segretario generale scrissero al dirigente citando una sentenza del Consiglio di Stato e invitandolo in autotutela alla revoca del rimborso tra l’altro già liquidato alla dipendente. Si badi bene, non di leggi o di regolamento, ma in forza della giurisprudenza che come sempre lascia ampio margine alla discrezionalità. E nella gestione della cosa pubblica guidoniana continuano a mancare le regole.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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