GUIDONIA – Sulla vicenda del mancato perfezionamento di una procedura di esproprio (nei lontani anni ’70 del secolo scorso) su cui il Comune di Guidonia Montecelio è stato condannato a pagare indennizzi milionari dal Tribunale amministrativo del Lazio (Tar), NE ABBIAMO SCRITTO QUI:  Torri di edilizia popolare a Colle Fiorito, i 5Stelle condannati «in contumacia» a pagare indennizzi per 18 milioni, chi scrive ha posto tre domande al sindaco Michel Barbet. Ecco cosa ha risposto.
D. Lei in consiglio comunale ha sottolineato come ancora vecchie vicende del passato condizionino la capacità di spesa dell’Ente, nel caso di specie addirittura per fatti cominciati nella seconda metà degli anni ’70, eppure gli esiti della vicenda giudiziaria che stanno mettendo alle corde il Comune si riferiscono ad un procedimento avviato al Tar del Lazio nel dicembre del 2017, dove il Comune non si è mai costituito né difeso, lei era il sindaco, può spiegare i motivi di questa inerzia?
R. «Che la nostra amministrazione debba mettere toppe ad illeciti ed errori del passato, purtroppo è storia nota, come dimostra anche il prestito che stiamo ripagando allo stato per debiti non pagati dalle scorse amministrazioni. Tornando al procedimento attuale, come ho già dichiarato in consiglio, si tratta di un contenzioso che parte da molto lontano e che come decine e decine di altri abbiamo gestito con decisione e puntualità da subito. Stiamo cercando di mettere insieme tutte le carte per inquadrare eventuali responsabilità sia per il presente che per il passato, siamo i primi a non farci sconti. Ma parlare di inerzia è assolutamente fuori luogo in una amministrazione attenta e dinamica come la nostra».
D. Questa vicenda ne ricorda terribilmente un’altra, quella ossia della fogna di Colline del Sole dove a causa degli esiti del processo amministrativo il Comune è stato costretto a procedere al riconoscimento degli indennizzi a salvaguardia di opere di pubblica utilità, due vicende accomunate dalle inadempienze della Pubblica amministrazione guidoniana ripetutamente censurate dal Tar, Comune che non risponde alle richieste inoltrate, mettendo così i privati nella condizione di poter adire al tribunale amministrativo per l’accertamento delle illegittimità del silenzio assenso serbato sulla loro istanza, le chiedo: c’è un metodo dietro questi comportamenti che finiscono inesorabilmente per favorire i privati alla ricerca di una transazione vantaggiosa sui crediti vantati con la pubblica amministrazione?
R. «Sulla vicenda della fognatura della Collina del Sole, grazie al grande lavoro dell’assessore all’Urbanistica Chiara Amati e degli uffici, siamo riusciti a trovare la soluzione migliore per risparmiare soldi dell’Ente e garantire il servizio ai cittadini. Ricordo che su quel terreno venne costruita una fognatura abusiva che il Comune avrebbe dovuto smantellare e ricostruire a proprie spese, spendendo circa 2 milioni di euro e lasciando per molto tempo le circa 400 famiglie del complesso senza un servizio fondamentale come le fogne. Abbiamo, invece, acquistato il terreno, spendendo circa 500mila euro e garantendo così il servizio alle famiglie. Abbiamo agito, inoltre, nella piena legalità ed il Tar del Lazio ha dato ragione al Comune di Guidonia Montecelio. Esiste quel “metodo” che dice lei per favorire i privati? Credo che questa domanda dovrebbe essere posta a chi ha creato questi problemi e non certamente a noi che, nostro malgrado, stiamo trovando soluzioni nell’esclusivo interesse dei cittadini».
D. Nel caso di specie, il Comune, deve liquidare la somma monstre di 18milioni a titolo di indennizzo + altro per una procedura di esproprio mai conclusa dal 1977, in alternativa, restituire le aree nelle condizioni originarie, ovvero senza gli edifici di edilizia popolare che l’Ater in quegli anni vi ha realizzato, dover scegliere tra queste due soluzioni è un po’ come ragionare con la tigre quando hai la tua testa nella sua bocca, come si è arrivati a questo punto?
R. «E’ una situazione che ci siamo trovati a gestire nella fase finale del suo iter amministrativo che stiamo ancora ricostruendo, e le assicuro che non è per niente semplice. Ho subito incaricato gli uffici di proporre le possibili soluzioni ad una vicenda grottesca, che ci possa mettere in condizione di fare le scelte migliori per evitare un esborso eccessivo delle casse comunali ed al contempo tutelare le persone che vivono negli alloggi Ater. Sono fiducioso che, così come per altre problematiche che sembrano di difficile soluzione, troveremo la strada giusta anche in questo caso. Pensiamo al già citato problema delle fogne alla Collina del Sole, all’accordo transattivo che ha sbloccato l’impasse burocratica che ha portato all’apertura del Palasport o ancora alla situazione delle salme abbandonate al cimitero. Sembrava tutto impossibile o quantomeno complicato da risolvere, eppure a testa bassa abbiamo lavorato sin dal primo giorno per porre fine alla malagestione passata. Immaginiamo soltanto se non avessimo trovato tutto questo, come avremmo potuto gestire al meglio la nostra Città, concentrandoci maggiormente sulla qualità della vita dei cittadini e sui servizi e non, invece, sull’eterna emergenza a cui stiamo ponendo rimedio».
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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