GUIDONIA – Uno scontro interno senza precedenti, il gruppo consiliare del movimento 5Stelle si spacca sui membri laici nell’esecutivo della consulta sulle pari opportunità: basta cittadini non eletti messi lì dai partiti è in sostanza il ragionamento di Alessandro Cocchiarella, chiudere le porte delle scelte ai non eletti la conseguenza. Di altra opinione Claudio Caruso, propenso addirittura ad allargare la rappresentanza dell’elettorato all’interno dell’organismo direttivo. La lite tra i due pentastellati si è consumata ieri 5 giugno in commissione Affari istituzionali, alla presenza dei consiglieri membri e dei cittadini che seguivano i lavori. Cocchiarella è stato irremovibile: la discussione è chiusa e non se ne parli più. Ma perché l’esponente di una forza politica che ha sempre predicato la democrazia diretta e l’ampliamento delle scelte e decisioni ai cittadini, ora percorre la strada inversa, restringendo l’accesso all’esecutivo ai soli rappresentati istituzionali? Una vera contraddizione, non la sola, che sta emergendo nelle dinamiche del movimento dopo la bocciatura ai costi della politica.

L’esecutivo delle pari opportunità è un organismo per stessa definizione aperto alla società civile, traduce infatti gli indirizzi della consulta, di cui fanno parte le rappresentati di istanze collegiali, siano esse di provenienza sindacale, associativa, cooperativistica,  imprenditoriale e dei partiti politici. In questo quadro vanno valutate le cosiddette nomine laiche, ratificate comunque dal voto consiliare, individuate tra soggetti naturalmente portatori di interessi collettivi. Il regolamento comunale, prevede inoltre la presenza nell’esecutivo di un presidente e di un vice presidente individuati dall’aula tra le consigliere di maggioranza e opposizione. Recintare l’esecutivo alle sole elette, come vorrebbe Cocchiarella, non solo annienterebbe il livello di partecipazione del Popolo, per usare un termine caro ai grillini, ma paradossalmente concentrerebbe le scelte decisorie tra le elette, manifestando uno degli aspetti più deteriori (e sempre combattuti dai pentastellati) della democrazia rapprentativa, minando la stessa ragion d’essere del movimento5Stelle.

Che sia solo questione di poltrone? A differenza del passato la rappresentanza femminile è cresciuta in questa consiliatura, ed è particolarmente consistente all’interno del gruppo 5Stelle. Secondo regole non scritte, ma consuetudinarie nelle istituzioni, le due cariche elettive  presenti nell’esecutivo andrebbero ripartite tra maggioranza e opposizione con il risultato che solo una delle consigliere movimentiste troverebbe ruolo e scranno nell’organismo decisionale. Cancellare la presenza dei membri laici equivarebbe dunque a ritagliare più spazi per le elette grilline, senza determinare divisioni all’interno del gruppo. Guardando i fatti da altra angolazione, la proposta di Cocchiarella potrebbe invece nascere dalla esigenza correntista di non lasciare spazi a cittadini membri di associazioni vicine a Caruso o altri consiglieri, una guerra di potere all’interno dello stesso movimento? Una presa di posizione altrimenti inspiegabile, dal momento che le consigliere trovano già terreno di discussione all’interno della commissione Pari opportunità.

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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