GUIDONIA – I roghi di immondizia sono quotidiani, l’ultimo denunciato ancora ieri l’altro dai residenti su Facebook. Un problema che Arianna Cacioni, consigliere comunale della Lega, ha portato in aula a più riprese e che adesso prende la forma di una interrogazione, iscritta all’ordine del giorno del consiglio di venerdì 29 novembre. La situazione della «Bidonville» di Albuccione ha trovato risalto, qualche giorno fa, anche sulla stampa nazionale. Alcune aree del quartiere sono state trasformate in uno sversatoio di rifiuti ordinari e speciali. Sotto la lente, nel novero delle responsabilità richiamate dal consigliere, i nomadi di etnia Rom che a Albuccione sono stanziali da 20 anni. La classificazione del tipo di rifiuto fatta dai tecnici adesso fa paura e potrebbe compromettere la qualità dell’acqua potabile. Spiega Cacioni:«Il fatto più grave è che li sotto passano le condutture idriche che servono l’intero quadrante e che rischiano di essere inquinate dalle discariche abusive. A certificare il rischio di avvelenamento della rete è stata una lettera del febbraio 2019, inviata da Acea Spa al Comune di Guidonia Montecelio, alla Asl Roma 5, al locale commissariato di polizia e alla Questura di Roma, in cui l’azienda lanciava l’allarme sulla situazione igienica degli acquedotti che rischia di essere compromessa dalla presenza di rifiuti sia organici che inorganici». Parte delle delle sei condutture dei «Sifoni ex Acqua Marcia» risultano scoperte e in superficie. Durante la discussione in aula, nell’ultimo consiglio, il sindaco 5Stelle Michel Barbet, tirato in ballo sui rischi per la potabilità dell’acqua, ha risposto che la situazione è sotto controllo, e dopo la segnalazione di Acea i tecnici dell’azienda sono intervenuti per mettere in sicurezza le condutture. Sarà veramente così? Da alcune foto scattate la scorsa settimana durante un sopralluogo da Cacioni e dal consigliere regionale leghista Laura Corrotti, la situazione appare tutt’altro che risolta.

Il quartiere versa in condizione di degrado che in passato ha determinato tensione sociale, con i residenti costretti a convivere con le discariche a cielo aperto, alcune a pochi metri dalla scuola Montelucci. Dove «capita spesso di trovare topi o altri animali, e i genitori sono disperati», ha piegato la leghista a Il Giornale, quotidiano che ha raccontato la difficile situazione già portata alla ribalta della cronaca dal settimanale locale Il Tiburno. A Albuccione «si vive in maniera indegna»: basta guardarsi intorno è l’amara considerazione di chi ci abita. «Sulla strada sterrata che porta ai diversi lotti spartiti tra le varie etnie si incontrano vecchi divani, cataste di reti di materassi, materiale di risulta e carcasse di motorini». La Regione Lazio, proprietaria dei terreni sui cui insistono le discariche, attraverso la Asl Roma 5, soltanto nell’ultimo biennio ha stanziato oltre 200mila euro per la rimozione del materiale accatastato e la bonifica dei terreni occupati. Ma l’immondizia torna sempre. (foto di copertina da Il Giornale)

 

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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