GUIDONIA – Eccesso di zelo, un comportamento che, raccontano i bene informati, comincia a suscitare non pochi mugugni negli uffici comunali, tra dipendenti e funzionari, costretti a spiegare questo o quel provvedimento, istruito o mancato, ai consiglieri di maggioranza che quotidianamente ciondolano nei corridoi del palazzo, non si capisce bene a che titolo, alla richiesta di informazioni. Un comportamento ai limiti della legittimità amministrativa, che viaggia sul filo della ingerenza nella gestione dell’Ente, non propriamente una competenza del consigliere comunale.

Del resto, in molti tra i pentastellati, rappresentanti eletti nella seconda istituzione dell’Ente, non fanno mistero di questa attività costante. Claudio Zarro ad esempio, da molti indicato come capogruppo designato al posto di Giuliano Santoboni, si è occupato, e solo nelle ultime ore, di riparare buche in alcune strade cittadine, prendendosi il merito degli interventi straordinari programmati dalla amministrazione. Non è la prima volta. Recentemente, durante un confronto serrato in aula, la collega consigliere d’opposizione Giovanna Ammaturo, della lista Noi con Salvini, l’aveva giustamente rimproverato con toni aspri per il suo eccessivo interventismo presso i vertici burocratici della Triade  (sede del settore Lavori pubblici). Una intercessione costante con il dirigente e l’assessore di cui Zarro non fa mistero, anzi che vanta sui social. Non disdegnando contestualmente (ieri su Facebook) di annunciare il prolungamento del suo interessamento anche presso altri uffici della pubblica amministrazione ,“ne parlerò con l’assessore e il dirigente ai servizi sociali”, nella ricerca di soluzioni ai gravi problemi che affliggono in particolare una famiglia alla ricerca disperata di un alloggio per il figlio malato.

Non è tutto: Zarro, in una delle sue alte perfomance social, digiuno dei margini statutari della funzione del consigliere, entrava nel merito delle mancate liquidazioni alle aziende, sostenendo (con un imprenditore che gli replicava sul social) come i debiti di quelli di prima, ce li abbiamo “sul groppone noi come amministrazione”. È la grande confusione di ruoli all’interno del variegato modo 5Stelle che governa la città, dove tutti possono decidere di dare il contributo più disparato semplicemente “mettendosi a disposizione”. Eppure il limite marcato dalla legge sulle competenze di ciascuno degli attori è netto: il consigliere comunale ha funzioni di controllo e indirizzo sulla azione della pubblica amministrazione ma non ha alcuna competenza sulla gestione, egli parla al governo in carica attraverso gli atti collegiali prodotti in aula, al sindaco e agli assessori che nelle forme previste dovranno tramutare l’orientamento della maggioranza politica in comunicazioni formali ai dirigenti e quindi agli uffici comunali. Ma Zarro non è l’unico caso di confusione permanente e diffusa, all’interno del gruppo consiliare pentastellato ce ne sono a iosa, quella che qualcuno su Facebook ha giustamente definito “la follia amministrativa” in corso nella città. L’urbanistica, i lavori pubblici, le finanze, sono i settori dove, raccontano sempre i bene informati, questa attività incessante di richiesta di informazioni e di interventi rischia di travalicare il lecito comportamento e di sfociare nell’abuso. Al punto che qualche dipendente sarebbe giunto al limite massimo di sopportazione, e senza contare che la presenza costante di consiglieri non autorizzati ad interfacciarsi con la macchina burocratica rallenta inevitabilmente il lavoro nei settori, facendo perdere tempo a chi dovrebbe, per dovere d’ufficio, dedicarsi esclusivamente alla lavorazione delle pratiche, e non certamente perché è Zarro a sollecitarla.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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