GUIDONIA – Il codice etico? Claudio Zarro è chiaro: se il movimento locale lo avesse applicato e rispettato Giuliano Santoboni non sarebbe più capogruppo da un pezzo. Loredana Terzulli è addirittura perentoria. Vergogna, scrive, all’indirizzo del capo 5Stelle: «Io per prima ho chiesto il rispetto del codice»; ovvero quello strumento che adesso il capogruppo usa come clava contro gli ex alleati per spingerli a lasciare gli scranni di consiglio prima della conta sul bilancio.  Terzulli e Zarro sono i destinatari della provocazione costruita da Santoboni in modo subliminale, senza mai la menzione diretta degli avversari ma col sotterfugio dell’allusione, ne abbiamo scritto qui: Guidonia, 5Stelle in crisi, Santoboni manda «pizzini» a Terzulli e Zarro: traditori del voto popolare, dimettetevi . Ora, i due, rispediscono al mittente le accuse di tradimento dei valori fondanti del movimento, causa: non essersi dimessi dall’aula. Zarro, in particolare, dice che il ricorso al codice etico è stata pratica inesistente all’interno della maggioranza. Anzi: le sollecitazioni a una sua applicazione nei momenti caldi sono cadute nel vuoto proprio per volontà di  Santoboni che, nel ruolo di capogruppo, ne avrebbe dovuto garantire l’applicazione per dirimere contrasti e sciogliere nodi. Invece, spiega Zarro, il capogruppo ha fatto sempre di testa sua disattendendo le regole o, peggio, disapplicandole volutamente per garantire la sua conventicola interna. Scrive Zarro, elencandoli sotto forma di domande retoriche, tutti i passaggi decisori in cui Santoboni e il sindaco Michel Barbet avrebbero usato il manuale etico per pulirsi le scarpe:

1)  Gli incarichi di designazione politica (vedi assessori) sono stati decisi a maggioranza assoluta in questi anni? No, mai. Il sindaco ha sempre proposto i nomi di sua scelta, richiamando ogni volta come obbligatorio il vincolo fiduciario, anche se il codice del movimento espressamente indicava una scelta condivisa.

2) E’ stata fatta la rotazione del capogruppo ogni 6 mesi in questi anni? No, mai.

3) Lo strumento della divulgazione delle notizie indicato col sito liste civiche ecc; è stato attivato e ha riportato tutti gli aggiornamenti di questi quasi 3 anni? No, mai. Il link non esiste nemmeno più.

4) È stata mai fatta un sola riunione semestrale coi cittadini e gli attivisti? No, mai.

5) Tutti i consiglieri sono iscritti al movimento 5Stelle? Assolutamente no. E sugli assessori il sindaco lo sapeva anche al momento del conferimento dell’incarico.

6) Dove sono i video e le rendicontazioni di quanto fatto sui siti riportati nel codice etico o sul meetup? Il meetup non esiste proprio più come strumento e il link dei siti altrettanto.

7) Le votazioni in aula sono decise a maggioranza e l’intero gruppo consiliare vota nella stessa maniera? E quando sono usciti Toro e Cocchiarella non votando o altri come me, Santoni e Mortellaro, si sono astenuti su una cosa (vedi Russo) sono stati sanzionati/allontanati? No, mai.

8) Sul sito Beppe Grillo ecc; ecc; liste civiche sono indicati i compensi e le indennità percepite dai consiglieri, ma soprattutto lo stipendio del sindaco? No, non è mai stato fatto. Inutile dire che potrei continuare all”infinito.

«E allora, la conclusione è che il Santoboni farebbe bene a preoccuparsi di tutto ciò che non è stato fatto da codice etico in questi 3 anni, perché è parte enorme della scelta mia e di Loredana. Proprio perché quelle cose non sono state fatte e lui come capogruppo non le ha fatte rispettare – aggiunge Zarro -. Oggi esce di scena il decimo assessore scelto dal sindaco. Non da me o da Loredana o dai miei ex colleghi di maggioranza. Il fallimento è del sindaco e di chi come Santoboni ha difeso l”indifendibile. Invece di correggere la rotta, cerca di spostare adesso l’attenzione su me e Loredana. Invece di preoccuparsi di spiegare gli errori e il fallimento della sua politica e del suo modo di agire».

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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