Dubbi, contraddizioni procedurali sui cui va fatta piena luce. Il sindaco voleva fortissimamente affidare la struttura e aprire il Polisportivo per scopi propagandistici nei mesi della campagna elettorale, per fare questo ha disapplicato le leggi calpestando le rituali procedure. Da accertare eventuali profili di illiceità, le illegittimità di natura amministrativa sono già sufficientemente evidenti.  

Fu Michel Barbet, sindaco grillino di Guidonia Montecelio a chiedere «la disapplicazione delle leggi». Chiese anche che gli indirizzi espressi precedentemente dalla giunta municipale venissero disattesi. Rimanessero, insomma, lettera morta. In questo modo avrebbe favorito l’affidamento diretto, deciso discrezionalmente, alla società sportiva romana che aveva richiesto l’uso del Polisportivo, struttura di via Antonio De Curtis ubicata al Bivio di Guidonia, una cattedrale costata svariati milioni euro. Che la Eurobasket avesse da tempo mire sulla struttura del Bivio di Guidonia non era, del resto, mistero per nessuno. Tutti sapevano che la la squadra di Basket avrebbe giocato il campionato di A2 al Palazzetto da fine novembre 2021. La notizia circolava negli ambienti e sulla stampa specializzata dal 2 ottobre, ossia un mese prima del lancio da parte del Comune di Guidonia Montecelio di una procedura atipica e fuori dall’applicazione del Codice dei contratti pubblici, la cui regolarità è ora al vaglio dell’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione) e della Procura della Repubblica di Tivoli a seguito della presentazione di un esposto dettagliato già  depositato. C’è poi il mistero della «nota» sindacale (prot. n. 99620 del 29/10/2021) rimasta inaccessibile. Coperta «da segreto di stato», di cui il consigliere comunale di Forza Italia Arianna Cacioni (autore dell’esposto assieme ad altri) non è riuscita ad entrare in possesso nonostante le richieste inoltrate agli uffici comunali. La «prova» che Michel Barbet chiese lui direttamente all’assessore Elisa Strani e al dirigente comunale Carola Pasquali, entrambe incaricate di occuparsi di strutture sportive nell’ambito delle proprie competenze, di eseguire celermente l’affidamento del Polisportivo alla società romana, in barba alle procedure rituali novellate dal Codice degli appalti e indicate dalla giunta 10 mesi prima (delibera 142 del 15/12/2020). 

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Proprio l’esecutivo, al tempo (siamo a dicembre 2020) ancora monocolore grillino, aveva espressamente richiamato la deliberazione dell’Anac numero 1300 del 14 dicembre 2016, riconoscendo «la qualificazione di detto complesso quale impianto sportivo con rilevanza economica, da affidare secondo la normativa propria della «concessione di servizi», ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. vv del d.lgs 50/2016 (Codice degli appalti), e pertanto da affidare l’impianto nel rispetto delle previsioni di cui all’art. 164 e seguenti del Codice, con applicazione delle parti I e II del Codice stesso (per quanto compatibili)». Vale a dire che nel corso del 2021 il settore Sport avrebbe dovuto provvedere a confezionare una gara d’appalto rituale di valenza europea e procedere, secondo le sopra richiamate norme, con l’individuazione del soggetto affidatario, Questa è la prima e principale mancanza imputabile all’amministrazione 5Stelle sulle cui origini sarà adesso la Procura a fare luce. Il non avere fatto la gara quando si doveva ha comportato (inoltre) ripercussioni sul piano economico in ordine alle mancate entrate per l’erario. Senza contare il fatto che, per completare la struttura e consegnarla alla Eurobasket chiavi in mano, il Comune si è dovuto fare carico di una serie si spese extra per circa 170mila euro. Costi che nel 2020 la giunta aveva caricato quali oneri sul concessionario. Particolarmente si tratta delle spese sostenute per l’ultimazione del parcheggio (132mila euro), per l’installazione di un portone (11mila), e i 21mila euro erogati per la la sostituzione dei filtri e della batteria calde delle Unità trattamento aria (UTA), elementi finiti al centro dell’esposto depositato da Cacioni congiuntamente ad altri colleghi consiglieri d’opposizione. 

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Ancor più contraddittorie sono poi  le scelte operate in relazione alla microprocedura «extra codice degli appalti» (un avviso esplorativo) adottata dall’amministrazione (divenuta nel frattempo a guida Pd e M5S) per arrivare all’affidamento diretto alla Eurobasket. Dove le norme procedimentali richiamate a giustificazione degli atti amministrativi prodotti, riguardano tutt’altra fattispecie. «La scelta di applicare quale riferimento per l’avvio di un avviso esplorativo  l’art.15, comma 6 del decreto legge 25 novembre 2015, n.185 (convertito in legge 22 gennaio 2016, n. 9) – è scritto nell’esposto – oltre ad apparire irrituale per le motivazioni predette, risulta poco comprensibile, altresì, rispetto alla condizione dell’impianto. La norma, infatti, si occupa di impianti sportivi da rigenerare, riqualificare o ammodernare tramite lavori di cui le associazioni sportive (o altri soggetti) dovrebbero farsi carico in maniera sussidiaria rispetto agli enti locali. A riprova di ciò si consideri la previsione secondo la quale la durata della concessione gratuita si adegua al valore degli interventi di ripristino, appunto sostenuti dall’affidatario. Nel caso di specie, invece, si è disposto l’affidamento di un’opera nuova, che addirittura solo di recente ha ottenuto il certificato di agibilità (determina numero 219 del 01/10/2021), certo non richiedente interventi strutturali. Sconcerta non poco – si legge ancora –  quindi, che l’offerta economica proposta dall’Eurobasket Roma, pari ad Euro 20.000,00 complessivi per i 10 mesi di uso della stagione sportiva, abbia costituito il valore di riferimento dell’avviso bandito dal Comune, senza che su di esso ci fosse il minimo approfondimento ai fine della determinazione della congruità di detta cifra». Dubbi, contraddizioni procedurali, sui quali va fatta piena luce. Il sindaco voleva fortissimamente affidare la struttura e aprire il Polisportivo per scopi propagandistici nei mesi della campagna elettorale, per fare questo ha disapplicato le leggi calpestando le rituali procedure, da accertare eventuali profili di illiceità, le illegittimità di natura amministrativa sono già sufficientemente evidenti.  

 

  


Simone di Ventura - 720
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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