GUIDONIA – Carlo Alberto Pagliarulo, assessore alle Finanze del Comune di Guidonia Montecelio, nominato dal sindaco 5Stelle Michel Barbet dieci mesi fa, ha rassegnato le dimissioni. «Eppure le premesse all’insediamento erano altre – afferma Giovanna Ammaturo, consigliere per Fratelli d’Italia -; già alla prima intervista si deduceva il proposito di risanare il bilancio e cercare le risorse per garantire i servizi ai cittadini. Due lauree, già vicedirettore generale del Comune di Roma, aveva un curriculum vitae e studiorum elevato. Non è ancora chiaro se abbia abbandonato perché il sindaco ed il segretario generale non abbiano tenuto in debito conto le richieste di ottenere il rimborso spese chilometriche e i buoni pasto. Da percettore di pensione, l’ex assessore non riceve, per legge, alcuna indennità. Altro venticello indica invece nel lodo salva cava il motivo delle dimissioni: un nuovo regolamento comunale di rateizzazione che di fatto ha liberato i conti sequestrati dalla società di riscossione per i mancati pagamenti dei tributi comunali e che di fatto ha diminuito gli introiti. Un provvedimento che ha trovato nel sindaco e nel capogruppo Giuliano Santoboni dei validi paladini. Di più mi ha stupita – aggiunge Ammaturo –  che nelle ultime videoconferenze l’ex assessore, interpellato, ha indicato nel neo dirigente Niccolò Roccolino, voluto fortemente da Barbet, il responsabile delle lentezze dell’ufficio finanziario, tanto importante per qualsiasi ente locale, e che non venisse informato sulle cose da fare. Eppure entrambi ben indicano nei rispettivi curriculum di far parte dell’Anultel, acronimo di Associazione nazionale tributi enti locali con sede a Montepaone (CZ), il cui scopo primario è di organizzare seminari (a pagamento) di studio e offrire competenze. Anzi il dottor Pagliarulo ne fu vicepresidente nazionale dal 1999 al 2001, quando fondò e divenne presidente di Acsel, associazione no profit per favorire lo scambio ed il trasferimento della conoscenza tra i funzionari enti locali e del cui consiglio fanno parte: Elena Palumbo, già segretario generale a Palombara Sabina; Claudio Caponetto, Pietro Flamini, Giovanni Previti e Francesco Zito».

Per Ammaturo, quindi, con una «realtà sufficientemente nebulosa per le finanze della città» le dimissioni di una personalità come  Pagliarulo sono ancor più inspiegabili. «Niente nuove risorse, nessuna vendita dei beni alienabili, uffici vuoti di risorse in quanto in smart working, sebbene il governo giallo rosso abbia fatto slittare al 31 luglio il bilancio di previsione 2020 per i comuni. E’ evidente – aggiunge il consigliere – il mancato afflato tra l’assessore ed il dirigente e tra il sindaco e gli assessori, tutti provenienti da fuori Guidonia Montecelio. Quale sia il o i motivi che hanno indotto l’assessore a lasciare sarà presto palese, ma poco importa se è tanto evidente la capacità del sindaco di essere ossequioso nei confronti dei precettori o, ancora peggio, per sua personale ed inidonea incompetenza a scegliere tra i candidati. Personalmente invoco l’articolo 54 della Costituzione: tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore. Non importa se per un panino, un regolamento o per inimicizia ma i cittadini non possono essere abbandonati. Pagliarulo era a conoscenza di non poter ricevere prebende per l’incarico, ed accettare di farselo affidare evoca comportamenti dignitosi, osservanza di norme e regole che coinvolgono il profondo di qualsiasi pensionato. La nomina ad assessore di una città con oltre centomila abitanti coinvolge la coscienza della persona nella dimensione pubblica e privata. Il dottor Pagliarolo non esercitava pubbliche funzioni ma gli erano state affidate oltremodo vantando di essere fondatore e presidente di una Associazione basata sul no profit e scambio di valori e capacità tra funzionari di enti locali. Esistono regole, quanto il rispetto dei cittadini. Incluse anche le regole che impongono il dovere del sacrificio pure in presenza di situazioni difficili. Esiste una presa di coscienza indipendente dal riconoscimento sociale: si chiama onore. È necessario ricordarlo perché ad essere spregiudicati o machiavellici si sfocia nel cinismo e la susseguente disaffezione del cittadino verso le Istituzioni. È evidente il nodo politico di Barbet e dei sui accoliti. Invito il sindaco a richiamare l’assessore Pagliarulo alle responsabilità di concludere il lavoro di bilancio di previsione e poi andarsene. Chiedo a Barbet – conclude Giovanna Ammaturo – un consiglio comunale straordinario per verificare i numeri di questa sonnolente maggioranza e se il potere di ipnotizzare gli elettori si è esaurito dopo queste sconquassanti realtà che non fanno onore ad alcuna delle parti».

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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