GUIDONIA – Uno dei punti concordati al «tavolo» dell’8 luglio scorso riguarda l’impegno del Comune di Guidonia Montecelio «attestante che alla data di richiesta della polizza non sussistano provvedimenti sanzionatori espressamente riferiti al mancato ripristino ambientale». Ossia, l’amministrazione, nella parte dell’indirizzo politico rappresentata dal sindaco Michel Barbet e dall’assessore delegato alle Attività estrattive Elisa Strani, si era impegnata un mese fa a bloccare le ordinanze di fermo delle cave per dare modo agli imprenditori di riuscire a sottoscrivere nuove (e vere) polizze con le garanzie dello stesso Comune. Il sindaco aveva accolto come praticabile la richiesta delle imprese del travertino romano di portare in giunta un atto di indirizzo. Definito dalle aziende «presupposto indispensabile richiesto dalle compagnie assicurative per la stipula delle polizze fideiussorie delle attività estrattive». Così, a richiamare all’ordine Barbet è stato Vincenzo Di Gennaro della Degemar Cave Srl. Che ieri, venerdì 7 agosto e di buon ora, ha fatto pervenire a Palazzo Guidoni una nota dai contenuti gravi e dal titolo esplicito: Sos blocco fideiussioni alle attività estrattive, richiesta urgente di un atto d’indirizzo.

«Alla luce di quanto fin qui scritto» spiega Di Gennaro rivolgendosi al sindaco, «la invito nella sua veste di primo cittadino ad attivarsi per l’emanazione della predetta nota (delibera ndg) quale unica soluzione che appare oggi percorribile per avviare tempestivamente a soluzione la grave problematica che interessa tutti gli operatori del settore estrattivo e le molteplici unità lavorative in forza ad esse, evitando nell’immediatezza della chiusura di ferragosto, provvedimenti di sospensione delle attività produttive, con gravi danni economici per le imprese e conseguenti riprese delle manifestazioni di piazza da parte dell’intero settore al rietro dalle ferie, ancor più intense di quelle già vissute nel 2018». Toni gravi, appunto. Con l’avvertimento se«In difetto di quanto legittimamente richiesto dal mercato assicurativo – scrive De Gennaro – per l’emissione delle polizze fideiussorie, al fine di scongiurare la gravosa sospensione delle attività estrattive dell’intero distretto industriale, che oggi sarebbe determinata esclusivamente da una situazione di stallo del meccanicismo di rilascio delle cauzioni assolutamente non dipendente dalla volontà e dalla condotta degli operatori del settore estrattivo, dovrò necessariamente adire le vie legali in sede civile e amministrativa per il risarcimento dei danni cagionati all’impresa e per l’accertamento del danno erariale subìto da codesto spettabile Comune, inutilmente coinvolto nel dispendioso contenzioso amministrativo».

L’avvertimento, tradotto nella lingua comprensibile, suona così: caro sindaco, senza la delibera di giunta posta a garanzia delle polizze, le compagnie assicurative non sottoscriveranno le fideiussioni. Se non fai come promesso, siamo pronti a trascinare il Comune, nella persona del legale rappresentante, davanti alla Procura della Corte dei Conti per eventuali danni economici cagionati all’impresa. Il richiamo alla responsabilità in solido degli amministratori è tutt’altro che velato, il sindaco potrebbe risponderne con le proprietà personali. Dal punto di vista di Di Gennaro non sarebbe altrimenti, dal momento che sulle aziende pesa il contenzioso fiscale aperto con il Comune, che in deroga alla legge ha impedito la rateizzazione del debito. Inoltre, la stima del valore catastale delle aree di cava per l’Ente è incerto e deperibile e quindi difficilmente valutabile a garanzia di una ipoteca. Un cane che si morde la coda e che avrebbe determinato l’impasse. Di Gennaro scrive infine che la copiosa documentazione già fornita agli uffici comunali, mette l’azienda al riparo da qualunque interpretazione discordante sulla «diligente condotta assunta dalla nostra società, come quella di tante altre, nella ricerca di compagnie assicurative per l’ottenimento della polizza fideiussoria a favore di codesto spettabile Ente a garanzia delle opere di ripristino ambientale».
Ora la questione (avvertimento andato a segno?) è nelle mani de sindaco. Che infatti ieri ha ripensato le condotte poste in essere dall’amministrazione. E ha stoppato le ordinanze dirigenziali, una quindicina, pronte per essere notificate alla quasi totalità delle imprese del distretto industriale del travertino romano. La eccezione ha riguardato cinque provvedimenti, relativi ad altrettante autorizzazioni, recapitati a un paio di aziende. Tutti pubblicati sull’albo pretorio online nella giornata di ieri.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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