GUIDONIA – Lavori per un consigliere regionale di Italia Viva (Marietta Tidei) che alla Pisana è schierata con la maggioranza Pd e M5S? Non puoi criticare Nicola Zingaretti su Facebook. Altrimenti, il segretario provinciale del Partito democratico, Rocco Maugliani, scrive a Tidei e segnala l’attacco «scomposto», perfino «inelegante, data la sua funzione in Regione». A tanti non è sfuggito il metodo ai limiti dell’intimidazione usato dal Dem contro Aldo Cerroni, l’avvocato dipendente della Regione Lazio, impegnato in politica a Guidonia Montecelio, città dove però colloca il suo cartello di liste civiche lontano dall’alleanza Pd-M5S, al momento in posizione di equidistanza dalle coalizioni dei partiti che presumibilmente si fronteggeranno alle prossime elezioni comunali del 2022.

Proprio in una intervista rilasciata alla giornalista Gea Petrini sul periodico online di riferimento del Partito democratico Dentro Magazine, Maugliani ha anche definito le critiche di Cerroni al governatore del Lazio «un errore» e «un autogol» (ci auguriamo davvero non con finalità ritorsive), per passare poi a sgradevoli considerazioni, personalissime, sulla tenuta di Cerroni invitato a ritrovare «un po’ della serenità perduta». Tutto in vista delle comunali, quando allargare il campo delle alleanze alle civiche, dopo avere ingaggiato i 5Stelle con poco sforzo, sarà la necessità del segretario. Per battere, sono parole sue, le destre sovraniste composte dagli eredi di Rubeis. In questo scenario, quella a Cerroni è apparsa come una pressione inappropriata, un tentativo di condizionarne le scelte future, mettendo di mezzo il suo lavoro in Regione Lazio dove il Pd governa (e decide???) anche sugli alleati di Italia Viva e i loro collaboratori?.

Da settimane Maugliani è impegnato in una specie di guerra di religione contro gli avversari, trasformando la campagna elettorale non ancora cominciata in uno scontro tra il bene e il male, dove lui è il bene e chi gli è contro è il male che deve ritrovare serenità. Altri passaggi dell’intervista nascondono poi messaggi subliminali indirizzati non solo a Cerroni, invitato più volte a riflettere e fare le scelte giuste, ma a Forza Italia, per la costruzione di coalizioni «larghe e inclusive» vero obiettivo di Maugliani celato dietro a un mare di parole. In tal senso risuonano significativi gli ammiccamenti «all’amico Stefano Sassano» al quale, nelle diversità ideali, dice «di avere sempre riconosciuto una grande onestà intellettuale e la condivisione di valori di fondo sulle istituzioni», e le aperture «a tutte quelle forze anche moderate (Forza Italia ndg) presenti su Guidonia. Perché quando ci saranno le elezioni, e la competizione sarà fra noi e la destra, ciascuno dovrà scegliere da che parte stare, se fare una battaglia di testimonianza, confrontarsi con noi oppure scegliere la strada della destra». Con noi o contro di noi, dalla parte giusta o da quella sbagliata, sono questi i toni e gli argomenti di Rocco Maugliani.

Sia chiaro: Maugliani fa il suo lavoro di costruttore di un’alleanza larghissima perché vuole ad ogni costo tornare a cogliere una vittoria che manca alla sua parte politica da 17 anni, e al netto di qualche scivolone di stile come nel caso di Cerroni è giusto così. Anche il tentativo di dividere il centro destra mettendo gli azzurri berlusconiani nella lista dei buoni ma solo se stanno con lui, fa parte dei giochi della politica, è anche vero però che al segretario del Pd viene evidentemente lasciato ancora margine di movimento tra le ambiguità che continuano ad alimentarsi nella gamba centrista della colazione di Cdx. La chiarezza (forse) non è ancora sufficiente.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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