GUIDONIA – Per ora il lavoro è fermo alle bozze. Che però già nei prossimi giorni dovrebbero tradursi in una quindicina di ordinanze di sospensione per altrettante autorizzazioni estrattive delle aziende del distretto industriale del Travertino Romano. Il cuore del problema sono le fideiussioni. Solo alcune tra le imprese rimaste senza polizza assicurativa, richiesta dalla legge a garanzia del ripristino ambientale, hanno potuto mettersi in regole. Le altre, titolari di una quindicina di autorizzazioni, hanno incontrato difficoltà e chiesto al Comune una proroga al 31 dicembre 2020. Il dirigente Egidio Santamaria, che firma i provvedimenti di stop, avrebbe anche valutato di poter accogliere le richieste degli imprenditori nella drammatica fase economica post Covid, arrivando tuttavia alla conclusione che le ordinanze sono a questo punto un atto dovuto e non più rinviabile.
Il problema delle polizze fideiussorie per le aziende raggruppate nel consorzio di Valorizzazione del Travertino Romano (Cvtr) nasce dai rinnovi alle autorizzazioni a cavare negati dal Comune di Guidonia Montecelio al settore estrattivo. La situazione che si è venuta a determinare l’ha spiegata il presidente del Cvtr Filippo Lippiello nel corso di una recente conferenza stampa.

I mancati rinnovi alle autorizzazioni estrattive che il Comune origina proprio dal mancato ripristino ambientale, sono alla base della difficoltà, per le aziende, di stipulare le fideiussioni a garanzia con le compagnie assicurative. Un cane che si morde la coda, un continuo cortocircuito che rende l’attività d’impresa impossibile da programmare. Vessati sui tributi. Lippiello ha spiegato che «nell’ultimo regolamento sul debito tributario, siamo l’unica categoria che non ha potuto rateizzare con l’ipoteca sui beni aziendali a garanzia, perché al Comune si sostiene che il valore dei terreni delle cave è deperibile anche in sei mesi. Eppure, quando l’amministrazione deve riscuotere Ici e Imu la tassazione è al massimo. Questa dicotomia ci vede vittime di un sistema che non riesce a programmare, nonostante il travertino sia qui da 2000 anni e sia una risorsa unica al mondo».

Attualmente le cave vengono coltivate in regime di proroga e in assenza di polizze fideiussorie, in contrasto quindi con le normative, una condizione di illegittimità che al settore competente delle Attività estrattive non possono continuare ad ignorare. A febbraio, al Comune hanno concesso 60 giorni per ottenere le garanzie di legge di nuove fideiussioni, in mancanza delle quali ora si procede con la sospensione dell’attività. Dopo i preavvisi di fermo giù inviati alle aziende. Si preannuncia dunque un agosto rovente. Con i sindacati sul piede di guerra che minacciano di armare la piazza come 2 anni fa. Dalla crisi derivante dalle sospensioni passano tanti posti di lavoro tra diretti e indotti. Le imprese hanno più volte chiesto al Comune di valutare anche la negativa congiuntura economica del post lockdown che ha messo l’industria italiana in ginocchio, ottenendo in cambio, al momento, solo uno spurio richiamo all’applicazione di leggi e regolamenti. La fredda burocrazia applicata all’impresa con la politica grande assente. Nei 5Stelle alla guida dell’Ente non c’è infatti  unanimità di vedute per dare un indirizzo chiaro e univoco agli uffici. Le aperture post ideologiche al settore arrivate dall’assessore Elisa Strani, in raccordo con il sindaco Michel Barbet, sembrano finite in una secca. E la saldatura di tutte le difficoltà attraversate dalle aziende non lascia sperare niente di buono, almeno per le prossime settimane.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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