GUIDONIA – Una riunione dei capigruppo davvero interminabile. Cominciata alle 9.30 di questa mattina sabato 18 luglio e terminata ben oltre le 13. Dove si è quasi arrivati alle mani e le liti non sono mancate: prima tra il capogruppo di giornata Claudio Caruso, presente in sostituzione di Matteo Castorino per i 5Stelle, e Arianna Cacioni (Lega); poi, tra Caruso e Paola De Dominicis (Pd). Proprio tra i due il siparietto è stato più acceso, i lavori erano in pieno svolgimento quando De Dominicis ha preteso di mettere a verbale il voto di scambio che secondo lei si sarebbe concretizzato nell’offerta della presidenza del consiglio fatta dal sindaco Michel Barbet a Loredana Terzulli, in cambio del sostegno alla maggioranza grillina sui provvedimenti consiliari.

Pronta la risposta di Caruso: allora metto a verbale che ti querelo. Liti a parte, alla fine il presidente del consiglio facente funzioni, il democrat Mario Lomuscio, ha concordato la doppia convocazione dell’assemblea per la prossima settimana. Martedì 21 luglio alle ore 17.00 in prima convocazione e giovedì, stessa ora, in seconda convocazione. All’ordine del giorno, le surroghe ai dimissionari Angelo Mortellaro e Laura Santoni, diventato il tormentone di questa estate 2020, la elezione del presidente del consiglio a seguire.

Come già detto, la maggioranza ha già «insediato» nella carica Loredana Terzulli tra le mille polemiche di questi giorni. Se l’opposizione non si presentasse in aula martedì per la prima convocazione, dove ai fini della validità della seduta occorre una maggioranza qualificata, gli 11 consiglieri presenti in questo momento nella maggioranza 5Stelle, ancora una volta, non avrebbero i numeri per aprire i lavori dell’aula. Il sindaco, a tal proposito, ha minacciato di rivolgersi al prefetto di Roma perché decreti d’ufficio le surroghe e si ricomponga l’organo deliberante attraverso la nomina di un commissario ad acta.

Uno scenario pirandelliano che avrebbe ulteriori ripercussioni politiche. Sulla elezione del presidente del consiglio, destinata a slittare alla seconda convocazione dove gli 11 5stelle avrebbero i numeri per aprire la seduta, pesa però il regolamento comunale che prevede comunque la presenza in aula dei due terzi dei consiglieri. Insomma, quello che si profila è un cortocircuito istituzionale, mentre il teatrino della politica penstalletata sbarca sui grandi palcoscenici della migliore commedia dell’arte. Hanno dato il via alla tournée dove, con i contratti e i contrattini sottoscritti dal sindaco per blindare i voti dei consiglieri rimasti, tra cui la delega alla Legalità si dice consegnata a Caruso, qualche scontento potrebbe essere rimasto. Si replica fino a data da destinare. Ma a questo punto è difficile che il consiglio si sciolga entro il 27 luglio e si voti a settembre con la tornata delle regionali.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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