GUIDONIA – Manlio Cerroni lo ha detto in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Adnkronos pubblicata il 3 novembre scorso: a Roma serve una soluzione industriale, strutturale e definitiva per risolvere il problema dei rifiuti, e questa soluzione passa in parte per l’impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) dell’Inviolata di Guidonia, proprietà della Guidonia Ambiente Srl e dello stesso «Re» dei rifiuti. Cerroni conferma quindi lo stato avanzato delle trattative per trasferire le funzioni del Tmb all’Ama, la ex municipalizzata del Comune di Roma Capitale: «Mi risulta – dice – che la Ambiente Guidonia abbia proposto all’Ama, il 26 ottobre scorso, un Piano di intervento straordinario per trattare 1500 tonnellate al giorno e affrontare l’emergenza, ripulendo la città entro Natale».

La soluzione, racconta ancora il «Supremo», «l’avevo scritta ad agosto scorso tanto alla Raggi, che a Calenda, Michetti e Gualtieri, ricordandola a quest’ultimo in una nuova lettera il 23 ottobre scorso, poco più di una settimana fa. Mi sono dichiarato pronto, per Roma, a mettere a disposizione del primo cittadino gratuitamente la mia competenza e passione, tecnologie e know-how per realizzare in tre, quattro anni un progetto di eccellenza in grado di risolvere definitivamente il problema dei rifiuti». 

Roberto Gualtieri da neo sindaco di Roma ha già preso consapevolezza che il piano per ripulire Roma dalla «munnezza» deciso all’indomani della sua elezione si ferma davanti alla carenza di impianti. Come riporta il quotidiano La Repubblica in un articolo pubblicato ieri, sabato 6 novembre, la Capitale produce il 60% dei rifiuti della regione, per via della carenza strutturale di siti di conferimento e di smaltimento porta il 100% degli stessi rifiuti fuori dal territorio comunale e regionale, pagando circa 150 milioni all’anno per il trasporto e il conferimento. Oggi conta solo sul tritovagliatore di Rocca Cencia, e nemmeno a piano regime, per il trattamento della frazione indifferenziata del rifiuto domestico, dopo che nel dicembre del 2018 l’altro impianto di trattamento meccanico biologico di proprietà di Ama, quello del Salario è andato distrutto in un incendio. All’interno di Rocca Cencia le vasche nelle ultime ore sono straripate e bloccano l’arrivo di sessanta camion. La carenza di siti di smaltimento finale (discariche) è l’altro nodo irrisolto. Nel gennaio del 2020 viene chiusa la discarica di Colleferro quando ha ancora spazio per ospitare 250mila tonnellate di rifiuti e nel marzo scorso tocca a Roccasecca (Frosinone). Da quando nel 2013 Malagrotta è stata chiusa i rifiuti hanno iniziato a sommergere Roma. La soluzione più prossima per ripulire le strade della Capitale è quindi ancora in provincia. Nella terza città del Lazio. Cerroni ne sembra più che certo. Il sindaco grillino di Guidonia Montecelio Michel Barbet, da un mese sostenuto nel governo locale anche dal Partito democratico, ha qualcosa da dire? È a conoscenza di cosa bolle nella pentola degli accordi tra Ama e Guidonia Ambiente? Una comunicazione alla città sarebbe auspicabile. 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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