GUIDONIA – Il Comune di Guidonia Montecelio non paga da mesi e per le aziende è diventato insostenibile continuare il lavoro, trasportare e smaltire/riciclare la maggior parte del rifiuto domestico raccolto porta a porta e stoccato nel centro di trasferenza di via lago dei Tartari. Uno stop che rischia di mandare in tilt l’intera gestione del ciclo, in una città dove i primi disservizi non hanno tardato a manifestarsi con la chiusura dell’isola ecologica ai conferimenti diretti di ingombranti e particolari rifiuti come gli pneumatici, il vetro, il legno i metalli; impossibile per gli utenti anche prendere un appuntamento per liberarsi di cianfrusaglie da cantina, il centro è fermo fino a data da destinarsi. Il Comune nei giorni scorsi ha diramato uno scarno bollettino che consiglia di telefonare prima di presentarsi ai cancelli, contestualmente avverte della sospensione delle giornate ecologiche calendarizzate per tutto il 2009 nei quartieri della città. A farne le spese sono gli utenti che nel corso del 2018 hanno pagato un tariffa rifiuti tra le più alte d’italia, che da un decennio s’impegnano in una raccolta porta a porta spinta, («oggi sono andato all’isola di ecologica e mi hanno respinto tutti rifiuti (legno, un vetro, indifferenziato e metallo) – commenta un cittadino – perché loro non hanno più spazio e il Comune non permette di portare tutti i rifiuti raccolti nei rispettivi centri di riciclaggio»).

Un problema di saturazione serio anche per Tekneko, l’azienda del porta a porta, che opera al limite della agibilità e sommersa da telefonate di cittadini alla ricerca di risposte. Una emergenza scoppiata dopo che Fitals Srl e Gino Porcarelli Srl, imprese assunte dal Comune per il ritiro e il riciclo di materia (ad esclusione della frazione umida) hanno deciso di incrociare le braccia. Le fatture fatte recapitare all’Ente sono diventate una catasta negli uffici della ragioneria generale, rimaste inevase perfino tra lo sdegno di alcuni consiglieri 5Stelle, che adesso vorrebbero la testa dell’assessore alle Finanze Alessandro Alessandrini, ritenuto il principale responsabile di una gestione fallimentare. Dalle parti dell’assessorato all’Ambiente le cose non vanno meglio. La reggenza della marescialla Manuela Bergamo, chiamata dal sindaco Michel Barbet in sostituzione della geologa Tiziana Guida, non soddisfa per ora il circuito. Il patron di Tekneko, Umberto Di Carlo, dice non senza imbarazzi di non avere ancora il piacere di conoscerla a settimane dall’insediamento. La sensazione è che il funzionario di provenienza Forestale non abbia assimilato l’impatto con il nuovo ruolo, fino a prendere le redini di un settore più croce che delizia per addetti ai lavori e utenza. Se il buon giorno si vede dal mattino, l’esperienza di Bergamo rischia di non arrivare a sera. Alle porte di una emergenza che potrebbe lasciare in strada (e nelle case) tutta la monnezza prodotta.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • CARLO D'ANTONIO

    MA PERCHE’ IL COMUNE NON PAGA? A SUO TEMPO NON FU PRESO UN IMPEGNO DI SPESA SULLA BASE DEL CONTRATTO SOTTOSCRITTO ?
    SUCCEDE TUTTO E SEMPRE A GUIDONIA. IO VIVO A TREVISO. VENGO A GUIDONIA, DOVE HO EREDITATO UNA CASA E UN TERRENO IN CAMPAGNA, DUE VOLTE L’ANNO: A GIUGNO E OTTOBRE. OGNI VOLTA TROVO SEMPRE PIU’ DEGRADO. OGNI VOLTA CHE VADO IN DISCARIA A VIA DEL LAGO DEI TARTARI CI SONO PROBLEMI E SPESSO TROVO CHIUSO.
    FACCIO PRESENTE CHE PER IL FATTO DI AVERE L’UTENZA ELETTRICA NELLA CASA DI CAMPAGNA, DOVE ABITAVANO I MIEI, PAGO L’IMU E LA TASI CON LA MASSIMA ALIQUOTA E TANTISSIMO DI NETTEZZA URBANA. SI INDIVIDUINO I RESPONSABILI DI TALI DISSERVIZI. SALUTI. — CARLO D’ANTONIO —–

    Marzo 2, 2020

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