GUIDONIA – La cabala e la palla di vetro non c’entrano, c’entrano piuttosto al logica e la matematica: se la gara è andata deserta poco meno di tre mesi fa perché l’importo a base d’asta era considerato fuori mercato perché quegli stessi operatori dovrebbero accettare l’appalto riproposto allo stesso prezzo? Non c’è o ci sarebbe altro da aggiungere. Lo sanno anche al settore Ambiente dove il dirigente Rocco Olivadese, il funzionario Alberto Latini, la ciurma di architetti e ingegneri (almeno due) pagati per risolvere problemi, brancolano nel buio e, riportano i rumors, aspettano rassegnati le proteste e gli inevitabili, gravissimi disservizi. La gara per l’affidamento «diretto» del servizio di smaltimento dell’umido sembra destinata infatti a non produrre effetti. Avviata a metà giugno con formula semplificata – la chiamata diretta –  ma allo stesso prezzo, dopo il flop della procedura condotta a aprile (coi criteri della offerta più vantaggiosa e il ribasso a base d’asta) dalla Stazione appaltante della Città metropolitana di Roma.

I termini di questa manifestazione di interesse scadono lunedì 15 luglio alle 12.00. Cinque gli operatori invitati a presentare una offerta, tra cui Tekneko che già svolge il servizio di raccolta dell’umido, zero le adesioni. Fino a questo momento l’affidamento del servizio (da agosto 2019 a maggio 2020) non desta interesse tra le aziende del settore. Probabilmente i 135 euro a tonnellata più iva al 10% che il Comune di Guidonia Montecelio paga per smaltire la frazione organica del rifiuto domestico sono considerati impresa antieconomica. Così, la saga dell’umido a Guidonia Montecelio, sembra destinata a continuare senza soluzione di continuità. Dopo tre gare andate deserte, una aggiudicazione – nel dicembre del 2017 – poi revocata a Tekneko l’anno successivo; una procedura a chiamata diretta, che a gennaio del 2019 ha riportato a Guidonia la Demetra Srl della famiglia Ugolini, la società è il gestore dell’impianto di Pontinia sequestrato a metà giugno dalla Procura di Roma e per mano della Direzione distrettuale antimafia con gravi accuse di traffico illecito di rifiuti. Da quel momento sono cominciati i guai per gli utenti. La Srl in amministrazione giudiziaria, sotto il controllo della Prefettura di Roma, ha contingentato la quota di conferimento del Comune riducendo a un terzo la capacità di smaltimento. Con l’aumento della quantità nella stagione estiva, Tekneko si è ritrovata con uno stoccaggio eccedente nel centro di trasferenza di via Lago dei Tartari con punte di 34 tonnellate, vedendosi costretta a dilatare la raccolta nei quartieri con gravi disagi per i cittadini.

Il sindaco 5Stelle Michel Barbet rassicura tutti ma la patata dell’umido ribolle. La scorsa settimana è trascorsa con le diffide a Tekneko a procedere con una raccolta regolare della frazione organica. Ma la società avezzanese, forte delle norme e dei protocolli, in stretto contatto epistolare con la Prefettura di Roma, non può tenere stoccato il rifiuto per più di due giorni. Se i camion sono saturi, per scongiurare una emergenza sanitaria accelerata dal caldo del periodo, deve obbligatoriamente procedere con una raccolta a macchia di leopardo. Una situazione di disagio destinata a trascinarsi almeno fino al 31 di luglio. Quando è in scadenza l’ultima proroga concessa dal Comune a Demetra. Da quel momento l’organico dovrà prendere altre destinazioni. Ma siti alternativi non sono stati al momento individuati. Proprio a questo serviva la procedura che scade lunedì. Bene informati raccontano di forte nervosismo negli uffici del settore Ambiente, dove l’ultima spiaggia potrebbe essere un impianto di Verona che smaltirebbe a 145 euro a tonnellata più iva, più i costi del trasporto senza neanche la garanzia per il Comune di riuscire a conferire l’intera quantità di rifiuto organico prodotto,  170 tonnellate media a settimane, dalle 12 alle 40 al giorno durante i picchi estivi, 10mila l’anno. Con una raccolta differenziata che funziona sempre peggio, Guidonia è proiettata dentro una emergenza che non si ricordava dai tempi della discarica dell’Inviolata. L’involuzione ambientale ha le sembianze dei 5Stelle, un vero paradosso politico oltre che pratico.

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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