GUIDONIA – L’appalto dell’Umido è stato aggiudicato dal settore Ambiente del Comune di Guidonia Montecelio alla società Demetra Srl (leggi qui) della famiglia di Vittorio Ugolini, ma solo dopo che gli uffici avevano accertato la documentazione «in piena regola e capacità». È il tardo pomeriggio di oggi (20 febbraio) quando il sindaco 5Stelle Michel Barbet annuncia Urbi et Orbi l’avvenuto affidamento dell’appalto dell’umido attraverso una procedura semplificata (e quindi discrezionale, a chiamata diretta), per scongiurare – sono parole sue – l’emergenza sanitaria in città. Il settore Ambiente, diretto dal dirigente Paola Piseddu, sullo smaltimento della frazione umida aveva, nel gennaio scorso, «licenziato» Tekneko, la azienda abruzzese che gestisce il servizio di raccolta differenziata per via delle tariffe troppo alte.

Niente contratto, né riconoscimenti, la impresa era stata liquidata per presunte irregolarità emerse nella fase post aggiudicazione, rendendo, a dire del dirigente, impossibile la stipula contrattuale. Da qui, la necessità di ricorrere in fretta e furia ad altro operatore, e l’unico che rispondeva alle telefonate degli uffici era, appunto, la Demetra. L’aggiudicataria – si affrettano a far sapere dal Comune – è assai affidabile, economica e con le carte in regola. Certo, la Srl di Alessio Ugolini mancava da Guidonia dal 2013. Essa è controllata, attraverso un socio unico, dalla Adrastea  Srl (Demetra Srl visura) del papa di Alessio, Vittorio. Società che gestisce una attività di terre scavate e che ha una lunga sfilza di problemi giudiziari, anche recenti, finiti non solo nelle carte di Mafia Capitale. Ma anche in quelle di più di una inchiesta della Dda (direzione distrettuale antimafia) e della Procura di Roma. Tutte attività – è negli atti della magistratura – legate anche alla Tiburtina Gestione. Società in liquidazione ma attiva nella raccolta e nel trattamento rifiuti. Creatura di Vittorio Ugolini e Vincenzo Fiorillo, entrambi «ras» del business della monnezza romana, legato alla  galassia della «rifiuti connection», così come accertata in 20 anni di indagini dalla magistratura e dalla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti.

Proprio i due imprenditori, Fiorillo e Ugolini, nel ’97 del secolo scorso erano finiti sotto la lente della commissione parlamentare per un ritrovamento, il più grande fino ad allora, di fusti contenti rifiuti industriali nocivi nell’area di smaltimento gestita dalla Sir, la loro società, a Setteville di Guidonia, in un’area chiamata Chimeco che il capogruppo 5Stelle Giuliano Santoboni ben ricorderà per averne trattato la cronaca giornalistica. È quasi una legge del contrappasso che oggi, da amministratore, sia proprio lui a riportare gli Ugolini a Guidonia. Touché.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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