GUIDONIA – Gli ultimi «appaltini» assegnati d’urgenza alla ditta per scongiurare l’emergenza sanitaria risalgono al 2013. Quando al timone della galassia d’imprese che ruotava attorno alla raccolta e allo smaltimento del rifiuto domestico c’era ancora la Aimeri Spa. Con le medesime modalità, e in più di qualche circostanza, anche nel biennio precedente il settore Ambiente del Comune di Guidonia Montecelio, al fine di smaltire la frazione umida, aveva contattato per le vie brevi l’azienda della famiglia Ugolini: capostipite il papà Vittorio – storicamente legato alla inestricabile rete societaria di Francesco Rando, Angelo e Antonio Deodati e Manlio Cerroni ; amministratore delegato il figliolo Alessio, numero uno anche di Sep Pontina, una Srl finita sotto la lente della magistratura nel 2017 e davanti ai giudici lo scorso anno per una brutta storia di inquinamento ambientale.

Ora il nome della Demetra Srl, sedi legale e operativa in Roma, torna a compartire negli atti pubblici del Comune di Guidonia Montecelio. Aggiudicataria temporanea e in via d’urgenza, dell’appalto per lo smaltimento della frazione umida derivante dalla raccolta differenziata. L’atto è stato pubblicato oggi sul portale istituzionale a firma del dirigente Paola Piseddu. Che a fine gennaio aveva dovuto ricorrere a una manifestazione d’interesse – procedura che si sostanzia con la chiamata al telefono delle imprese – dopo la revoca a Tekneko del servizio di trasporto e smaltimento della frazione umida perché giudicato troppo oneroso (leggi qui). Il 30 gennaio il Comune pubblicava quindi l’avviso della procedura alla ricerca di una ditta, seguivano gli inviti agli operatori economici, a rispondere però solo la Demetra. Nelle more di una nuova procedura di gara aperta contestualmente e affidata sempre alla Stazione unica appaltante della Città metropolitana di Roma – dove però da anni nessuno si presenta – l’amministrazione guidoniana ha proceduto all’affidamento all’unica impresa che si è resa disponibile: la Demetra.

Tornano sotto la lente della attualità guidoniana le «interconnessioni» societarie nel ciclo dei rifiuti del Lazio, così definite ancora nel 2018 dalla commissione parlamentare d’inchiesta che continua a fornire un quadro ampio e illuminante del monopolio all’interno del quale si muovono i soliti soggetti. Attraverso un meccanismo dove le aziende sono concorrenti ma partner allo stesso tempo. Nella terza città della regione quel meccanismo monopolistico era uscito dalla porta con gli affidamenti a Tekneko (società estranea alle interconnessioni), per rientrare dalla finestra. E in piena era 5Stelle, movimento storicamente e culturalmente avverso a quegli assetti. Davvero una contraddizione in termini.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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