GUIDONIA – Il sindaco Michel Barbet in una intervista rilasciata al settimanale Il Tiburno a firma del (bravo) collega Vittorio Moriconi e pubblicata sul numero oggi in edicola, ammette: sì, il comune si è costituito nel ricorso al Consiglio di stato presentato dalle associazioni, “ho dato mandato all’avvocatura comunale di partecipare, ad adiuvandum, al ricorso presentato dalle associazioni e comitati locali”. La ammissione era necessaria in quanto la scelta, discutibile, per l’amministrazione di imbarcarsi in una causa (già persa) contro la nuova autorizzazione integrata ambientale del Tmb non trova tracce formali negli atti amministrativi prodotti dall’ente, con obbligo di darne pubblicità sull’albo pretorio online. Di questa decisione del sindaco ne avevo data ampia anticipazione un paio di settimana fa.

Cosi scrivevo sulla pagina Facebook www.elisabettaaniballi.it: “Oggi come d’incanto natalizio e dopo mesi di assenza dai bagliori della cronaca il Cra (comitato per il risanamento ambientale) annuncia il ricorso presso l’ultimo grado della giustizia amministrativa. Non è tutto: con sommo stupore lo fa anche in nome e per conto della amministrazione pubblica guidoniana che avrebbe ricorso evidentemente partecipando alle spese legali al fianco delle associazioni locali. Il condizionale è d’obbligo perché sull’albo pretorio non v’è traccia di atti a conferma, né di quanto il comune avrebbe deciso di accantonare nel bilancio a sostegno del passivo economico relativo ad una sentenza già scritta, e non certo a favore, che potrebbe costare ai contribuenti più di qualche decina migliaio di euro di ristoro verso le controparti oltre alla condanna al pagamento delle spese legali. Del resto che le associazioni avessero qualche problema di liquidità per far fronte ai costi del ricorso lo si sapeva da maggio quando organizzarono la ennesima colletta. li avevamo lasciati alla ricerca di coppie interessate a partecipare a iniziative di venditori di pentole, comparsate a pagamento il cui ricavato avrebbe dovuto confluire nel salvadanaio del ricorso, poi più nulla. Ora, evidentemente, è l’amministrazione a pagare, con i soldi pubblici e per un ricorso di parte che interessa non più di 200 persone. Basato per altro su presupposti fasulli come quello che il Tmb sarebbe al centro del Parco regionale dell’Inviolata (dalle tesi del Cra ancora nel comunicato diramato oggi)”.

La ammissione di Barbet a Il Tiburno, da vero campione di tempismo a questo punto, arriva inoltre nel giorno della pubblicazione delle motivazioni contenute nella ordinanza del governo che lo scorso 22 dicembre ha “sdoganato” come legittima la intera procedura relativa alle autorizzazioni dell’impianto a partire dal 2010, e riportate dal medesimo settimanale. Vi si legge: Si deve tenere conto che il provvedimento di rilascio dell’Aia del 2010, anche se viziato, ha ormai consolidato la sua efficacia e i suoi effetti, non essendo stato impugnato nei termini di legge e non essendo più passibile di autotutela”. Una mancata impugnativa che ha determinato la “convalescenza della delibera medesima” di autorizzazione, non più annullabile. Inoltre, il vincolo intervenuto nel settembre 2016 da parte del Mibact “non può esplicare i suoi effetti nei confronti  della parte di impianto già realizzata anteriormente alla procedura di vincolo”: in poche parole è arrivato troppo tardi. Per questo l’operato della Regione Lazio “è da ritenersi legittimo” e si autorizza l’esercizio dell’impianto fino al 31 dicembre 2024”.

 Un atto dovuto del governo, sulla base della documentazione prodotta in larga parte a favore di Cerroni dalla sentenza del Tar che Barbet ha inteso impugnare al consiglio di stato a spese dei cittadini, quando si dice “imbarcarsi” in una causa persa.

Per chi volesse saperne di più sulla ordinanza del Tar ora impugnata al Consiglio di Stato – www.hinterlandweb.it

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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