GUIDONIA MONTECELIO – Hanno pensato al gobbo per consentirgli di mettere assieme anche solo un paio di battute, il video è quello diffuso in Rete dalla “Triade” pentastellata, nelle intenzioni potente strumento audiovisivo di propaganda elettorale attraverso il quale rivendicare il totale merito (politico) della piazza pulita avvenuta nel palazzo, l’epigono di Veltroni e Clinton (i democratici, prima americani e poi italiani ad usarlo nei comizi) è Michel Barbet, il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Che poi lui era stato anche bravo, con disinvoltura attoriale aveva seguito la parte, se non fosse stata per la mimica facciale di Sebastiano Cubeddu, seduto nel proscenio insieme a Giuliano Santoboni e in fervente attesa di comiziare, nessuno si sarebbe accorto dell’escamotage. Scherzi della tensione emotiva che solo chi si espone conosce, l’avvocato dell’Inpgi (per chi non ne fosse al corrente è l’istituto di previdenza dei giornalisti italiani), già capogruppo del movimento nei due anni di opposizione al governo Rubeis, non stava nella pelle per l’esordio (audiovideo) post terremoto giudiziario di Barbet, così in via automatica iniziava ad accompagnarne i movimenti delle labbra, insomma: leggeva pure lui.

Devo ammetterlo, Michel Barbet a me è simpatico. Francese, racconta di essere arrivato in Italia per amore, nel senso che si è innamorato e ha poi sposato una ragazza italiana, è appassionato della nostra bella penisola, tra l’altro l’amico (per me) Giuliano Santoboni ne parla con stima e tendenzialmente le impressioni (sulla persona) sono positive, restano tuttavia le perplessità. Non basta un voto di protesta a governare Guidonia, nemmeno la città che esce dagli tsunami giudiziari e dalla cattiva gestione amministrativa (le cose sono convergenti ma differenti). A maggior ragione, dopo avere visto la performance del gobbo, mi domando perché a correre non siano Cubeddu o Santoboni, relegati (mi pare) nel ruolo di suggeritori. Perché la compagine movimentista ha ripiegato su Michel Barbet? Non per il curriculum, l’uomo rappresenta istanze che in altri tempi (o ere politiche) avrebbero potuto trovare spazio, per la esperienza maturata, forse in un consiglio di circoscrizione. Né il passepartout della faccenda può essere l’onesta, senza arrivare ad evocare Montesquieu per il quale «chiunque abbia potere è portato ad abusarne». La sensazione è che il movimento sia divorato da correnti, molto attive in Rete e in costante contraddittorio pubblico, alla stregua del Partito democratico, e proprio nelle divisioni sia maturata la scelta. Barbet è una brava persona ma non è una persona brava nel senso tecnico del termine, preparata a governare l’apparto (o ciò che ne rimane) nei prossimi anni. Nemmeno può valere il ragionamento del “sindacato collettivo”, equivarrebbe a snaturare la legge e ciò che essa stabilisce nelle attribuzioni della elezione diritta, il sindaco è uno, ha responsabilità interne pressoché totali (è il legale rappresentante dell’Ente), deve indirizzare la maggioranza di Governo e governare la macrostruttura con le giuste distanze e separazioni per non ripetere quanto accaduto negli anni passati, ecco sarebbe interessante apprendere dal candidato Barbet che ne sa (e pensa) della macrostruttura, senza suggeritori né gobbi.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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