GUIDONIA – Il sistema di prevenzione e di tracciamento dei contagi è saltato. E la Asl Rm5 non è più in grado di garantire un percorso efficiente e efficace a tutela della salute dei cittadini. Si presume che, se l’aumento dei casi di Covid e dei ricoveri dovesse continuare secondo il trend attuale, negli ospedali inizieranno a mancare posti letto e personale sanitario. Allo stesso tempo potrebbe venire a mancare il supporto della medicina territoriale: già ora i medici di famiglia denunciano l’impossibilità di far fronte alle richieste dei pazienti, mentre il sistema di tracciamento dei casi appare completamente compromesso. Questo è il quadro emerso stamane nella commissione straordinaria per il Covid-19 presieduta dalla leghista Arianna Cacioni, dove in audizione è stata ascoltata una rappresentanza dei medici di medicina generale. A prendere la parola Sofia Scopelliti, la cui posizione critica nei confronti delle scelte operate dalla sanità regionale e dall’azienda sanitaria, erano già emerse in questa intervista pubblicata su www.elisabettaaniballi.comCovid, follia i tamponi negli studi, la ribellione dei medici di famiglia: noi e i pazienti esposti a rischi enormi.
L’audizione di oggi arriva a corollario dei disservizi registrati nei giorni scorsi. Quando a fare notizia sono stati i pasticci della Asl Rm5 sul fronte delle «positività» a casaccio, che avrebbero drogando i dati generali del contagio nella terza città del Lazio. Presumibilmente in altre aree di competenza. La denuncia, non una sola, formalizzata presso le autorità competenti, sarebbe partita anche da alcune aziende di Guidonia Montecelio, il cui personale si sarebbe dovuto sottoporre al tampone di controllo presso il drive-in durante i giorni del sold out, per poi desistere davanti alle interminabili file. Persone che si sono ritrovate tra i «positivi» al Covid-19 per il solo fatto di avere compilato il modulo d’impegno a sottoporsi alla quarantena fiduciaria, ma senza avere mai effettuato il tampone. Disservizi generalizzati, che hanno riguardato anche soggetti sottoposti al tampone, risultanti negativi a distanza di 10/15 giorni ma nel frattempo agli «arresti domiciliari»  per il solo fatto di avere firmato l’impegno a rimanere in quarantena fiduciaria. Costretti alla domiciliazione coatta per intere settimane, con conseguente danno economico e psicologico. In questa situazione – racconta la pagina Facebook di Marcosimoneonline – lunedì 2 novembre abbiamo riscontrato una minor fila al drive-in del Car (Centro agroalimentare di Roma) probabilmente perché nessuno vuole trovarsi ingiustamente in quarantena.
«In tutto questo (non sappiamo se la colpa sia della Regione Lazio o della Asl), dopo essersi fatti trovare impreparati sulla refertazione e quindi sul tracciamento, la Regione Lazio chiede aiuto ai medici di famiglia ed ai pediatri, già esposti dal mese di febbraio in prima linea, e che si ritrovano ora a gestire questa criticità con l’inverno davanti e il tracciamento che non funziona».
Le parole dei medici sono una conferma ai timori di Arianna Cacioni. Già convita che fosse saltato il sistema di tracciamento per tenere il virus sotto controllo. Segnali in tal senso sono arrivati anche dai dati diffusi dal sindaco 5Stelle Michel Barbet su indicazione della Asl, che non coincidono con quelli elaborati e graficizzati dal consigliere grillino e vicepresidente della commissione Covid Maurizio Celani. Ci sono grandi confusioni e approssimazioni generate principalmente dall’azienda sanitaria, che non riesce a gestire la fase pandemica e fa fatica a identificare i contatti stretti dei positivi. Il direttore generale Giorgio Santonocito ha gestito malissimo il tracciamento e dovrebbe farsi carico di questi risultati disastrosi. Ora, quando i buoi hanno lasciato la stalla, Barbet dovrebbe quantomeno provare a mappare le zone più a rischio in città, dove ancora non si sa con certezza quanti siano i positivi, dove si concentrino, le cause del contagio. Insomma, ci vorrebbe una strategia, invece così non si va da nessuna parte.
Intanto contro il caos dei giorni scorsi, la Asl corre ai ripari e chiede scusa.  «A causa della sensibile crescita dei positivi e dei relativi contatti – aumentati rispetto a marzo e aprile quando vigeva il lockdown – scrivono dall’azienda sanitaria – nei giorni scorsi abbiamo registrato ritardi oggettivi nella comunicazione dei referti dei tamponi ma anche nei tempi di refertazione da parte laboratori. Tra i laboratori ora possiamo contare anche su quello di Tivoli, la cui capacità sta crescendo progressivamente con l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza. Negli ultimi giorni proprio per affrontare queste criticità è sceso in campo un gruppo di lavoro di circa trenta persone, tra medici e infermieri. L’Azienda ha allestito per loro, grazie alla donazione di banchi da parte del Liceo Spallanzani di Tivoli, che si ringrazia, 30 postazioni presso Palazzo Cianti visto che attualmente l’attività didattica non è in corso. Che si aggiungono a quelli disponibili presso il Sisp e quelli in Direzione sanitaria, oltre una decina. Mi scuso con l’utenza e con le amministrazioni comunali per i ritardi che – grazie alla squadra messa in campo, che si aggiunge al personale del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp), in difficoltà nonostante il personale sia stato decuplicato nei mesi scorsi – si sta risolvendo e troverà definitiva sistemazione entro mercoledì prossimo. Ringrazio tutto il personale per il grande lavoro svolto e che svolge in un contesto epidemiologico in evoluzione che richiede a tutti noi grandi sforzi».
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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