UNA ROBA mai vista nei concorsi pubblici: 84 candidati finiti a pari merito con il 20esimo classificato nella prova preselettiva, laddove il bando prevedeva di ammettere alle successive due prove scritte i 20 più bravi più gli eventuali pari merito. La risposta alle opacità procedurali potrebbe dunque arrivare da una verifica sui verbali numero 4 e 5, licenziati dalla commissione esaminatrice del concorso carrozzone da istruttore amministrativo del Comune di Allumiere. Gli atti riportano le scremature dei concorrenti tra la preselettiva e le 2 prove scritte, la riduzione dei candidati da 625 a 104 senza uno straccio di punteggio, senza criteri se non quello anomalo dell’ordine alfabetico. Un metodo oscuro e misterioso di valutazione che confligge con i criteri fissati nel bando concorsuale. Lo scandalo punterebbe dritto ai tre commissari d’esame, il presidente (e dirigente del Comune di Allumiere) Andrea Mori; Riccardo Rapalli, dirigente al Comune di Tivoli e Elpidio Bucci: loro hanno maneggiato le carte nel momento cruciale.

La prova preselettiva del concorso più chiacchierato di sempre, che ha dato il posto fisso a tempo indeterminato principalmente a una sfilza di politici e portaborse del Pd e M5S (assunti tra il Consiglio regionale del Lazio e una miriade di Comuni della provincia di Roma tra cui Guidonia Montecelio, Tivoli e Monterotondo) si è svolta nei giorni 16 e 17 luglio 2020. In palio c’erano 5 assunzioni al Comune di Allumiere con la possibilità per gli idonei non vincitori di concorso di sperare lo stesso. Nel bando pubblicato a giugno c’era scritto che «l’amministrazione si riserva la facoltà di sottoporre i candidati a prova preselettiva, qualora il numero delle domande di concorso valide risulti superiore a 50»: si presentano in 625. Una esercito. Si sa che la preselezione consisterà in un test sulle materie d’esame costituito da quesiti a risposta multipla. Accederanno alla prova successiva «i primi 20 classificati che abbiano conseguito il punteggio di almeno 21/30, includendo comunque i pari merito al 20esimo posto». Fin qui tutto bene. L’anomalia è che dopo la preselezione siano stati ammessi alle prove scritte in 107. Diventati 104 sottraendo i 3 candidati che per la legge 90/2014 sono esonerati dalla preselezione se hanno una invalidità pari o superiore all’80%. Un numero molto elevato che collide con il limite dell’art 5 del bando di concorso: scremare i candidati dopo la preselezione ai primi 20 + eventuali pari merito del 20esimo posto.

Invece ben 84 candidati hanno preso lo stesso punteggio del 20esimo candidato. La prova consisteva in 45 quiz da 40 minuti, con i seguenti punteggi: + 1 per ogni risposata esatta, -1 per ogni risposta errata – 0,5 punti per ogni risposta non data. Per superarla, il candidato avrebbe dovuto raggiungere il punteggio di 31 risposte esatte su 45 equivalenti al voto di 21/30 stabilito dal bando. Calcolatrice alla mano, prendere il voto minimo di 31/45 non è facile, eppure in 104 ci sono riusciti. 

La difficoltà della preselezione è provata inoltre nell’altro concorso parallelo tenuto dal Comune di Allumiere per 2 posti di geometra (istruttore tecnico), bando identico e medesimi criteri di selezione, dove a superare la prova sono riusciti solo in 10 dei 52 candidati partecipanti, segno che con quelle penalità non era facile prendere il voto minimo di 31/45. Quindi la procedura concorsuale dei geometri non fa sorgere dubbi sulla correttezza a differenza dell’altra.

Altro termine di paragone: le graduatorie preselettive di altri Enti pubblici. Dove sono pochi i candidati che riescono a prendere lo stesso voto dell’ultimo in posizione utile. Viste le troppe anomalie a questo punto dovrà essere la Procura della Repubblica a indagare sul concorso, controllando come si sono svolte le prove dei candidati, soprattutto della preselezione, visto che il tutto parte da questa prova. Nessuno afferma che i vari enti che hanno usufruito della graduatoria di Allumiere non abbiano rispettato la normativa, perchè usare graduatorie di altri enti è anche utile oltre che legittimo, semmai il punto è capire se quella procedura concorsuale è stata svolta senza illeciti, perché se si fossero verificati, allora quelle assunzioni sarebbero di conseguenza illegittime al di fuori dei nomi noti o meno.

Il vulnus della vicenda rimane inoltre la pianificazione delle assunzioni concordata tra più enti in un determinato momento. Un metodo organizzato che ha consentito in contemporanea (tra il 14 e il 31 dicembre 2020) la precisa spartizione del nuovo personale tra il Consiglio regionale del Lazio e numerosi Comuni del Lazio, lasciando intravedere una regìa politica delle scelte.

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Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
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    Giuseppe Sparvoli

    Elisabetta se sei in possesso dei dati nominativi della graduatoria per curiosità pubblica quante sono in % le donne selezionate in questa graduatoria di 107 idonei, vuoi scommettere che le idonee nel senso letterale del termine sono in netta minoranza pur essendo notoriamente più preparate degli uomini oltre che più numerose. Chissà cona ne pensa Letta in proposito di questo “concorso”, si fa per dire, gestito dal suo partito in particolare, ma dove anche gli altri partiti non sono rimasti immuni dalla ennesima spartizione di posti di lavoro dove mi pare evidente che in nessun caso sono state date pari opportunità, prima di tutto di genere e poi di appartenenza, infine con questo giochino degli 80 parimerito al 20 posto della graduatoria utilizzabile, si sono fatti beffa anche del vincolo della % dei portatori di handicap

    aprile 13, 2021

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