GUIDONIA – Michel Barbet, il sindaco 5STelle di Guidonia Montecelio, con un atto di giunta motivato e condiviso dalla sua maggioranza potrebbe ritirare l’ultimo ricorso promosso presso la sede straordinaria della giustizia amministrativa contro una nuova concessione autorizzata dalla Regione Lazio. Sarebbe un segnale di distensione verso le imprese e i sindacati che chiedono chiarezza sul futuro dei 2000 posti di lavoro – tra diretti e indotto – che ballano nella vertenza cave. Mercledì 11 dicembre il sindaco ha convocato Angelo Di Marco della impresa Cm Caucci, che ha richiesto la concessione ora appesa al ricorso presentato al Capo dello Stato. L’intero comparto del distretto industriale del Travertino aspetta una azione di discontinuità da parte del sindaco che ha avversato, negli ultimi due anni, ogni provvedimento autorizzatorio licenziato dagli uffici regionali. Un passaggio ritenuto necessario per discutere di futuro del distretto al tavolo interistituzionale riattivato proprio da Michel Barbet nelle scorse settimane con il coinvolgimento della Regione LazioComune di Tivoli, unione industriali di Unindustria, consorzio delle imprese riunite nel Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, sigle sindacali di categoria. Anche i 9 consiglieri di opposizione guardano alla giornata di giovedì prossimo come cruciale. Auspicando un cambio di passo, ricordano a Barbet che «la proroga concessa dalla Regione Lazio (un anno fa e per 18 mesi) si avvia rapidamente al termine e, in assenza di soluzioni e provvedimenti condivisi, il settore estrattivo rischia di rivivere la crisi dello scorso anno, stavolta con esiti decisamente negativi». Va ricordato che nel settembre del 2019, la Regione Lazio aveva approvato una nuova norma che nei passaggi salienti prevedeva l’esecuzione di una serie di verifiche sulle attività di cava, ponendo in essere per i successivi 18 mesi  la sospensione di tutti i provvedimenti sanzionatori del Comune ritenuti strumentali e infondati dalle aziende; un tempo ritenuto utile, con il coinvolgimento di tutte le parti in causa, a licenziare una nuova legge quadro di rilancio del settore estrattivo. Un anno se n’è andato ma poco o niente è stato fatto.

Emanuele Di Silvio, Paola De Dominicis, Simone Guglielmo, Mario Lomuscio (Pd); Mauro Proietti, Mario Valeri, Mauro De Santis (Polo civico): Arianna Cacioni (Lega); Giovanna Ammaturo (Fratelli d’Italia) sono insomma sulle barricate. Pronti a chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul caso cave, unanimemente considerate «una risorsa del nostro territorio». In una nota stampa diramata in queste ore definiscono «ambiguo, spesso ostile, l’atteggiamento mostrato sul tema dal sindaco Barbet e dalla maggioranza 5Stelle, preoccupante e non è più accettabile. Per questo l’opposizione tutta ha pronta e già firmata una mozione e una richiesta di convocazione di consiglio comunale straordinario sul tema cave». Attenderanno per depositarla l’esito delle decisioni che verranno assunte mercoledì 11 dicembre. «Non è più possibile andare avanti con dichiarazioni di facciata e incontri saltati per inspiegabili incomprensioni – concludono -; Servono soluzioni. E solo davanti a soluzioni non presenteremo la mozione e gli atti che l’opposizione ha preparato».

Leegi anche Cave, l’incontro è inutile. E in un clima surreale Barbet rinvia i chiarimenti a ridosso di Natale: tensioni alle stelle

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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