GUIDONIA – «Si applica il presente regolamento anche alle entrate non tributarie […] interrompe i termini di decadenza/prescrizione»: fissando quindi le modalità della mega sanatoria (anche) per gli inquilini morosi che hanno perso il titolo a occupare gli alloggi popolari. È questa la partita nascosta ad arte (dai 5Stelle) dentro al provvedimento approvato ieri giovedì 5 marzo con i soli voti della maggioranza ridotta all’osso. Una misura rivolta a famiglie e imprese per la rateizzazione dei tributi locali, pregressi o oggetto di contenzioso, ma non solo. Lo ha spiegato il capogruppo 5Stelle Giuliano Santoboni a microfono acceso: le correzioni regolamenteranno le entrate patrimoniali. Fornendo così all’Ente la possibilità di recuperare un po’ per volta i canoni d’uso o corrispettivi per le concessioni di beni come gli alloggi popolari, i teatri, i musei, gli spazi sportivi. Modifiche che incideranno  sulla posizione di un centinaio di nuclei familiari, che in parte o per intero, nel corso degli ultimi vent’anni non hanno versato al Comune di Guidonia di Guidonia Montecelio i canoni di locazione. In alcuni casi accumulando debito procapite per oltre 60mila euro. Una soluzione ritenuta praticabile dai 5Stelle per di evitare gli sfratti e con essi la proteste, le tensioni sociali. Mantenendo intatto il consenso elettorale. Una via obbligata per sfuggire gli effetti delle ordinanze esecutive di  sgombero emesse dal dirigente Paola Piseddu tra novembre 2019 e febbraio 2020. Da domani, ogni singolo debitore potrà concordare con il funzionario comunale «responsabile» un piano di rientro dilazionato fino a 72 rate mensili, ottenendo in cambio la sospensione dei provvedimenti di decadenza del titolo ad occupare e di sfratto.

Ma le modiche apportate al regolamento (approvato solo nel 2018) sono anche una misura contabile necessaria a camuffare i persistenti squilibri nei conti pubblici. Un passaggio obbligato per chiudere la partita del bilancio di previsione 2020 in fase di approvazione nelle prossime settimane. A preoccupare  è sempre e ancora  «l’andamento complessivamente decrescente delle entrate tributarie e extratributarie». Un problema a più riprese messo nel giusto risalto  dall’organo di revisione contabile per «la cronica difficoltà dell’Ente di realizzazione delle riscossioni». La genesi del «buco» al centro del piano di riequilibrio finanziario adottato nel 2017 con il famoso prestito ponte di 20 milioni di euro garantito dallo Stato, rimane insomma immutata nelle conseguenze di produrre nuovo indebitamento. E l’amministrazione pentastellata ogni anno è chiamata a dire dove trova i soldi necessari a finanziare la spesa corrente come stipendi e contributi del personale dipendente mai disponibili per la cronica difficoltà dell’Ente a riscuotere e garantire nuove entrate. Un vulnus  già sottolineato dalle Finanze comunali a giugno 2019 con una dura reprimenda e la decisione di bloccare le attestazioni di copertura finanziaria, limitandone l’utilizzo alla sole utenze nonché «stipendi, mutui e spese finanziate garantite da specifiche entrate certe». Tradotto e per esempio: se incassi 10 puoi spendere solo 10 al netto delle uscite vincolate dalle nuove norme di finanza pubblica in vigore dal 2012 come stipendi e accantonamenti obbligatori. Il problema del Comune di Guidonia Montecelio resta dunque lo stesso: si spende più di quanto si introita, generando nuovo deficit.

Un problema che mette a dura prova le amministrazioni costrette, è il caso di 5Stelle, all’arrampicata sugli specchi scivolosi. Lo scorso anno l’alchimia contabile nel bilancio di previsione aveva riguardato il piano delle dismissioni di proprietà immobiliari. La vendita di case e terreni del comune avrebbe dovuto garantire un extra gettito di 1.200.0000,00 euro a copertura della spesa corrente, ma il mercato (e i pasticci amministrativi) hanno deciso diversamente e così, per coprire le mancate entrate, il dirigente alle Finanze Niccolò Roccolino, al 31 dicembre 2019, ha dovuto bloccare una risma di determine di impegno di spesa già prodotte dai settori della pubblica amministrazione per circa 3.500.000,00 euro, decidendo scientemente di tagliare servizi. Una mossa tampone che però ha lasciato intatto il problema sulla spesa presuntiva del 2020. Laddove la Corte dei Conti continua a monitorare con attenzione proprio i livelli delle entrate che negli ultimi tre anni ha fatto registrare un costante andamento negativo. Le note interne indirizzate al sindaco Michel Barbet ne danno costante testimonianza: il Comune di Guidonia Montecelio non è stato né è in grado di mettere a reddito il patrimonio dell’Ente garantendo alle casse comunali i canoni d’uso o corrispettivi relativi alle concessioni di propri beni; in generale, di attivare servizi a carattere produttivo, di ricossione delle sanzioni amministrative, di attivare modalità sanzionatorie per fare cassa come le multe per le violazione del codice della strada o di rendere a pagamento i parcheggi nelle apposite aree sosta. Al tempo stesso sono mancate le azioni tese al recupero delle somme sui tributi locali di qualunque natura: Imu, Ici, Tari, Tasi. Tutte queste entrare tributarie e extratributarie sono precipitate negli anni determinando un danno patrimoniale più volte segnalato anche dai revisori dei conti.

Ecco dunque spiegata la necessità alle modifiche che l’amministrazione ha voluto apportare al regolamento per le rateizzazioni, al fine di garantire all’Ente l’incasso delle somme dovute dai contribuenti in relazione ai debiti tributari e extratributari.  Un provvedimento che solo di riflesso interessa le imprese, i cosiddetti soggetti giuridici come ha spiegato in aula Arianna Cacioni della Lega. Ricordando che la legge di bilancio appena varata dal governo Giallo-Rosso già garantisce le aziende che intendano dilazionare le pendenze con il fisco locale. La novità introdotta dal consiglio comunale riguarda piuttosto le entrate patrimoniali: chiunque dimostrerà di essere in «obiettive difficoltà economiche» secondo (si spera) un «principio insindacabile» che potrebbe essere quello «dell’indice di liquidità» potrà accedere alla rateizzazione. Per tutti sarà obbligatoria l’attivazione di una polizza fideiussoria bancaria o assicurativa, in alternativa una iscrizione ipotecaria sui beni di proprietà aziendale, casi da valutare singolarmente e con una uniformità d’azione. Lo ha chiesto inascoltata anche la Tre Esse Italia, l’agente della riscossione dei tributi locali, che suggeriva rettifiche per mettere al riparo l’Ente da eventuali danni erariali. Ora c’è un nuovo regolamento che rispecchia la necessità di fare cassa. Il nuovo indebitamento è tutta farina del sacco 5Stelle, nuovi «buchi» nei conti pubblici che con i vecchi c’entrano meno di niente.

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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