GUIDONIA – Uno strano atto pubblico, addirittura mancante di intere parti, privo ossia della firma del dirigente (Nicolò Roccolino) e del parere di regolarità contabile. Ma la stranezze della determina 180, pubblicata il 23 dicembre scorso ECCOLA, non sono finite. Impegna e liquida 900 euro (al lordo di iva) al professionista chiamato a presiedere la commissione esaminatrice, senza indicare i capitoli di spesa del bilancio comunale dove le somme dovranno essere prelevate. L’omissione di elementi costitutivi dell’atto amministrativo, necessari ai fini della sua piena efficacia e validità, comporterà sicuramente una rettifica formale, dicono i bene informati di Palazzo che restano in attesa di mosse correttive. Ma i sospetti che in queste ore viaggiano di bocca in bocca al Comune di Guidonia Montecelio, di pari passo allo scontento per gli esiti della selezione interna sulle progressioni verticali, non finiscono qui. I mugugni riguardano anche le tempistiche. La nomina della commissione avvenuta contestualmente allo svolgimento della prova d’esame desta perplessità. Due fatti avvenuti il 23 dicembre, prima la pubblicazione in giornata dell’atto di nomina della commissione, alle 15 la convocazione dei candidati. Insomma, Roccolino e il funzionario Tiziana Di Giovanni, il responsabile del procedimento (Rup) nei due bandi sulle progressioni verticali pubblicati il 3 dicembre, avrebbero aspettato l’ultimo momento utile per le nomine dei commissari. Anche se il carteggio riportato in atti racconta di interlocuzioni con i professionisti contattati, risalenti a metà dicembre. A seguito delle quali «la Dott.ssa Ada Gala, dirigente al Comune di Mentana, avrebbe prima accettato e poi rinunciato all’incarico di membro della commissione, per essere infine sostituita da Giuseppe Di Pasquale, funzionario al Comune di San Casearo (non «Cesario»  come è scritto in determina): errori materiali, soprattutto formali per le parti mancanti, che gettano un alone di sospetto sulle regolarità di quest’atto. 

Bufera sulle progressioni verticali, interferenze della politica: la guerra nel sindacato di base

Le selezioni sulle progressioni verticali riservate al personale interno servivano ai candidati, in possesso dei titoli di studio e curriculari, a scalare le categorie previste dal Contratto nazionale di lavoro degli Enti Locali, con conseguenti maggiorazioni stipendiali e migliori condizioni contrattuali. In particolare, a lasciare l’amaro in bocca ai non vincitori finiti nel limbo degli idonei, è stata la procedura per la promozione da categoria «C» a «D», quella che consentiva il passaggio da dipendente a funzionario con responsabilità gestionali degli uffici. Vincitore, alla fine, è risultato Enzo Magnarella, dipendente assunto nel 2018 con lo scorrimento di una vecchia graduatoria risalente al 2007 e relativa a un concorso bandito dal Comune di Guidonia Montecelio per la ricerca di personale categoria «C» (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: È un ex consigliere del Pd (di Fonte Nuova) il neo assunto dal comune. Fece il concorso nel 2007 e non lo vinse).

Tullio Uranelli, rappresentante del sindacato generale di base (Sgb), in una nota al vetriolo che conclama una guerra interna alle rappresentanze sindacali, scrive di «un forte disagio» che si sarebbe generato tra i dipendenti dell’Ente, a seguito «di modifiche al Regolamento sulle progressioni verticali». Non è tutto. Senza troppi giri di parole, il sindacalista denuncia «l’interferenza politica nella gestione di corrette relazioni sindacali» nell’ambito dello svolgimento delle selezioni, presentando una «richiesta di sfiducia del coordinatore delle rappresentanze sindacali di base Eugenio Carloni della Cgil. In sostanza, Uranelli ha messo nero su bianco le operazioni poco chiare (per usare un eufemismo) tra politica e «sindacati» che non ha problemi a definire «politicizzati». Un intreccio innaturale, dal dubbio profilo di legittimità tra funzioni che la legge separa nettamente e che getta ulteriori ombre sulla regolarità delle procedure di selezione. 

«Questo atteggiamento – scrive ancora Uranelli in relazione ai metodi usati, senza condivisione dentro lo stesso sindacato – unito alla complicità della politica, conduce ogni dipendente alla perdita di competenza, al disfacimento dell’impegno professionale, all’insoddisfazione generale del dipendente pubblico». Parole pesanti come pietre. Che mettono nel mirino anche il sindaco del M5S Michel Barbet, tra i destinatari della nota. Quanto accaduto, spiega il sindacalista, è la prova provata che «il cambiamento che si proclama a parole (i 5Stelle ci hanno costruito carriere politiche ndg) è completamente annullato nei fatti». Per tali ragioni, all’esito delle selezioni appena concluse e subito finite nella bufera delle polemiche, Uranelli chiede a Barbet che «in sede di autotutela l’amministrazione ritiri la delibera della giunta municipale 117 del 1.02.2021 sul Regolamento per le progressioni verticali, in quanto ritenuta capziosa ed ingiusta» ponendo contestualmente «la questione di fiducia del coordinatore Rsu alla prima seduta utile». Nota depositata dopo Natale e fatta pervenire a tutti i consiglieri comunali, indirizzata, oltre al sindaco, all’assessore al Personale Andrea Saladino, al dirigente e al segretario generale Livia Lardo.

Una missiva arrivata sui tavoli che contano proprio nei giorni in cui, gli ultimi del vecchio anno, i vertici politici presentavano a teatro (non è una battuta, realmente lo spettacolo s’è svolto all’Imperiale) i nuovi assunti, 47 dipendenti in servizio da oggi lunedì 3 gennaio 2021. Si tratta dei vincitori dei 6 concorsi pubblici banditi dall’Ente ad ottobre scorso per la ricerca di nuovo personale categoria «B3», «C1» e «D1», profili di istruttore amministrativo e contabile, di vigilanza urbana, assistenti sociali, messi comunali e operai specializzati. Selezioni, al pari delle progressioni verticali interne, finite nella bufera per via di procedure opache e di gestione delle prove d’esame. Come già scritto da questo sito d’informazione indipendente, (Senza quiz di inglese e informatica selezione viziata, concorsisti esclusi minacciano ricorsi al Tar) i test preconfezionati dalla Fondazione Logos Pa mancavano di domande su specifiche materie, in violazione della decreto legislativo 165 del 2001. Ragione per cui, le prove sia preselettiva che scritta sarebbero da invalidare, cancellando i concorsi e con essi le 47 assunzioni. Al Comune di Civitavecchi , lo stesso errore commesso da Fondazione Logos Pa, è stato corretto con una sospensione delle graduatorie finali di merito. Concorsi congelati in attesa di pareri legali che mettano l’Ente al riparo da rivalse, anche risarcitorie, degli esclusi. A Guidonia Montecelio, l’amministrazione a trazione Pd-M5S ha invece deciso di procedere in tutt’altra direzione confermando le assunzioni. La vicenda ovviamente non finisce qui. Sabato scorso, in un loco locale della città, parecchi candidati rimasti fuori si sono riuniti alla presenza di un avvocato. Intendono portare alla valutazione del Tar (Tribunale amministrativo del Lazio) le determine di presa d’atto delle graduatorie finali di merito per chiederne l’annullamento. Pronta anche la richiesta di risarcimento dei danni materiali e morali. Ma questa è una storia che continua. Prossimamente su questo sito.      

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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