GUIDONIA – Simone Guglielmo, big del Partito democratico locale e membro della commissione urbanistica annunciava urbi et orbi: ci mettiamo i soldi, «in arrivo 250 mila per la realizzazione e la sistemazione di impiantistica sportiva del Liceo Majorana e dell’istituto Pisano». A pagare è la Regione Lazio, dove il big è impiegato nella segreteria politico amministrativa di Mauro Alessandri, assessore ai Trasporti e alla Mobilità a via Cristoforo Colombo. Un finanziamento arrivato al momento giusto. Quando cioè la giunta 5Stelle ha ripreso in mano un vecchio piano di lottizzazione (già in parte attuato) e ha deciso di rimodularlo nelle aree a servizi destinate a Verde ed edilizia scolastica.

La zona d’incidenza del progetto edilizio, dove verrà utilizzato un indice fondiario di 2mc/mq, è quella della Sorgente Bivio di Guidonia, già classificata in variante di Piano regolatore generale nel 2012 nell’ambito Pdl denominato Zona F6: le aree sono di proprietà del Consorzio 6 di Bartolomeo Terranova + altri, i soliti. Così, con la rimodulazione alla variante urbanistica, arrivata d’ufficio (dunque senza apparente sollecitazioni del privato) su inziativa dell’assessore grillino Chiara Amati e dell’ex dirigente Paolo Cestra, si è deciso di diminuire la metratura destinata a verde attrezzato e di aumentare quella per la  realizzazione della nuova impiantistica sportiva, legata alle attività scolastiche del liceo Ettore Majorana (preside l’amico Eusebio Ciccotti), subito finanziata dalla Regione Lazio. Restano le aree a parcheggio.

Ma la strada della lottizzazione nel suo complesso era stata segnata da ostacoli. E che ostacoli. Come lo sprofondamento potenziale dei terreni. Un fenomeno dei Sink hole che aveva riguardato gli stabili dell’istituto tecnico Pisano poi dichiarati inagibili in alcune parti. Il Comune di Guidonia Montecelio nel 2012 aveva avviato uno studio, previsto dall’articolo 34 comma 5 della legge regionale 17/2004 «Per la determinazione degli effetti dell’aggravamento del rischio idrogeologico in relazione all’attività estrattiva sul territorio comunale» i cui risultati conclusivi, consegnati nel 2018, sono rappresentati nella «Carta preliminare del rischio potenziale» che individua l’area oggetto della variante come soggetta a rischio potenziale di sprofondamenti.

Per questo, il responsabile del procedimento (Rup) relativo al Piano di lottizzazione architetto Cristina Zizzari (da qualche giorno dirigente fiduciario dell’Urbanistica), nelle norme tecniche allegate alla proposta di rimodulazione della sottozona F4, aree destinate a servizi e verde pubblico, ha dovuto prevedere ulteriori studi di approfondimento delle caratteristiche geologiche dell’area «prima dell’avvio delle attività edificatorie». In modo che, qualora dalle risultanze degli studi emergessero, all’interno del perimetro del comparto edificatorio oggetto della convenzione, zone interessate da fenomeni di natura geologica tali da escluderne l’edificazione, il Comune di impegna fin da ora a rivedere il planovolumetrico dell’intervento autorizzato al fine di permettere l’edificazione secondo la volumetria assentita. Articolo 2 della convenzione: Per l’area in oggetto dovrà essere utilizzato un indice  di utilizzazione fondiaria di 2mc/mq.  

Così, in un settore, l’Urbanistica comunale, in cui la paralisi delle attività è un dramma per centinaia ai tecnici, dove anche il rilascio delle certificazione è ferma a detta del sindaco grillino Michel Barbet a causa della carenza di personale, le pratiche che contano per la politica di qualunque colore viaggiano invece a velocità spedita. Anche nel raccordo con l’altro ufficio dei Lavori pubblici, dove il dirigente Egidio Santamaria il 1 luglio scorso ha indetto una conferenza dei servizi in forma asincrona su richiesta protocollata (numero 45720)  dal Consorzio F6 il 13.05.2021. Con la quale riprende l’iter del «Piano integrato in variazione urbanistica, in parte della Zona F6 di Prg, convenzione economica di iniziativa d’ufficio ai sensi dell’aert. 4 della legge regionale 36/1987 e art. 4 legge regionale 22/1997». Oggetto della conferenza dei servizi: l’autorizzazione provvisoria allo scarico delle acque reflue nel Fosso dei Tartari per l’avvio dell’attività. Tutti gli enti interessati, tra cui la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Rona, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, la Regione Lazio, la Asl Rm5, la Città metropolitana di Roma, il Comune di Guidonia Montecelio, l’Arpa Lazio, l’Acea, dovranno far pervenite in forma scritta i propri pareri sull’istanza presentata. La pratica viaggia veloce.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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