GUIDONIA – Ne succedono di cose all’Urbanistica comunale. Sempre le stesse e nelle medesime modalità. Cambiano i governi, i sindaci di diverso colore, ma i percorsi tracciati restano invariati, da portare a compimento, indipendenti da chi si alterna alla guida politico amministrativa del Palazzo, perfino dell’assessorato. Da qualche giorno è arrivato il turno di Paolo Ruggeri, figura più politica dopo i tecnici degli ultimi anni, da Chiara Amati, architetto grillino, all’ultimo uscito qualche giorno fa, l’avvocato Anna Mari di marca lombardiana per i civici di «Città Nuova». L’impronta lasciata è stata superflua?. Visto l’andamento trentennale, in loro assenza, tutto sarebbe andato come sempre è andato. All’Urbanistica comunale le cose accadono e basta, il settore praticamente si «autogoverna», sollecitato del partito unico, trasversale, che sta fuori. 

Come qualche giorno fa, quando un atto di Cristina Zizzari, il dirigente erede di Umberto Ferrucci, ha autorizzato un permesso a costruire su un lotto all’interno di una lottizzazione convenzionata. Robe di opere di urbanizzazione, strade da realizzare a spese del privato in cambio di cubatura. Nel caso, una nuova strada che, però, non serviva più perché già realizzata sul lato opposto del lotto. Ecco allora i correttivi, gli aggiustamenti e la strada è diventata un marciapiede. Convenzione rimaneggiata e via libera al privato che potrà tirare su un edificio per civile abitazione. E che privato. Il lotto è di proprietà del consigliere comunale biplanista di maggioranza Tommaso Carnevali (che dice di averlo acquistato già edificabile), consigliere ma soprattutto tecnico, progettista e geometra, il ras delle pratiche edilizie, l’uomo dei voti (tanti) e dei record, che giusto l’8 luglio del 2022, a poche ore dalla vittoria elettorale della sua coalazione, inoltrava istanza di permesso a costruire per via Olevano Romano, lotto compreso nella variante di Prg Setteville Nord, approvata con delibera della giunta regionale addirittura nel lontano 1991. Il lotto ricade in zona «B», con destinazione «parte completamento edilizio e parte viabilità»: la strada era prevista ma ora è diventata un marciapiede. Carnevali può finalmente costruire.

Degli ultimi giorni, un’altra novità dà corpo all’autogestione. Via Colleferro, civico sconosciuto, qualcuno non meglio identificato (stando agli atti pubblicati) ha inoltrato all’Urbanistica una richiesta di verifica della staticità di un edificio costruito in difformità con le leggi in materia edilizia. Tradotto: è in parte o tutto abusivo. Ecco allora che si richiede l’intervento di un ingegnere, che il settore individua con una procedura di gara aperta e lo paga pure per stendere la perizia. Duemila euro, l’onorario. Cristina Zizzari riporta le fasi nella determina comunale, da cui, però, si evince ben poco. In primo luogo se l’intervento riguardasse un privato. Possibile sborsare soldi di tutti per tentare di sanare un abuso edilizio commesso, nell’altra ipotesi, da enti pubblici?. L’atto dirigenziale non spiega, anzi omette di dire come è andata a finire la perizia sulla staticità. Mistero.

Nell’autogestione dell’Urbanistica si è arrivati a dama (anche) sulla realizzazione di un fabbricato a destinazione residenziale in località Setteville, via Ludovico Muratori. Su richiesta di società cooperative (più d’una) che nel corso degli anni si sono consorziate, qualcuna cambiando denominazione sociale. L’area è sottoposta a vincoli paesaggistici e archeologici e necessitava di parecchi nulla osta. Un iter durato anni, relativo al Piano attuativo di una variante al Piano regolatore generale del 1989, sdoganato con delibera di giunta nel gennaio del 2014, in epoca Umberto FerrucciEligio Rubeis (ex sindaco). Ora, però, è tutto a posto. Sarà costruito un manufatto a destinazione residenziale, piano terra e primo piano con l’uso di materiali di pregio, copertura a lastrico solare, sarà composto da 36 unità abitative, per 7.823 metri cubi ammissibili, più dei 7.655 previsti nel progetto. Ci saranno anche un parcheggio e un parco. La piantumazione di 25 piante ad alto fusto e 26 piante a medio fusto. Quanto alla viabilità migliorativa, ci penserà Astral per conto di Regione Lazio. La nuova via Muratori, più larga e meglio percorribile, assai sponsorizzata dal consigliere comunale Michele Venturiello in uno slancio proteso al bene comune del quartiere di residenza e di elezione, renderà comunque quei 36 appartamenti maggiormente attrattivi per gli acquirenti.

Le cose dell’Urbanistica, si sa, a Guidonia Montecelio partono da lontano. Impiegano lustri se non decenni ma poi trovano conclusione, nell’autogestione di un settore che non ha bisogno di particolare indirizzo politico e fa da sé, nei giorni scorsi è tornata d’attualità la questione della lottizzazione convenzionata «La Sorgente», il nuovo quartiere in stile city life della Milano (ancora) da bere, che sta prendendo sempre più forma tra il Bivio di Guidonia e Colle Fiorito. Palazzi alti e di ottima fattura venduti a prezzo pieno sul mercato immobiliare. Un intervento edilizio più volte corretto, rimodulato negli anni. Togli verde e metti più servizi, ri-togli parcheggio e ri-metti verde, aggiungi un impianto sportivo e più cubatura. Una quindicina di anni fa, una rilettura della convenzione stipulata tra Comune e imprenditori edili (i più famosi) proprietari dell’area agli inizi degli anni 2000, prevedeva la costruzione di una scuola superiore di ampliamento della cittadella dell’istruzione che ospitasse il primo liceo classico della città. Successivamente, all’ennesimo cambio di programma, si optava per un Campus scolastico con tanto di spazio per il Rugby (LEGGI I pentademocratici lavorano sodo (e in sordina) per completare l’urbanistica di Ferrucci) da realizzarsi sul modello americano, con spostamento delle cubature attraverso una variante alla originaria variante urbanistica. Un suggerimento arrivato dalla dirigenza scolastica e accolto dal sindaco di turno (il grillino Michel Barbet). Con ulteriore, recente, ri-aggiustamento Mauro Lombardo ha cancellato il progetto del Campus, arrivando a prevedere la costruzione di una infrastruttura sportiva con i soldi (pubblici) del Giubileo2025. Un pastrocchio che, la scorsa settimana, ha portato gli studenti del liceo Majorana e dell’istituto tecnico Pisano a manifestare la loro contrarietà sotto le finestre del sindaco. La iniziale convenzione, su cui i «palazzinari» hanno costruito e continuano a costruire, prevedeva (tra le altre cose) obbligatoriamente la consegna di una nuova scuola a loro spese, e di un parco pubblico sempre a loro spese. Per come sembrano essere andate le cose, il gruppo di imprenditori risparmierà  un bel po’ di soldi (loro). A pagare un grande parco stanno pensando i fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), mentre il completamento della cittadella dell’istruzione è sparito dalle incombenze, per la manina di qualcuno che ha deciso di piazzare il progetto di una pista d’atletica dove la scuola doveva esser costruita. La vicenda somiglia un po’ tanto ad altre già viste. Come quella (famosa) della fogna della Collina del Sole, ex lottizzazione Pizzarotti. La rete fognaria, a spese del solito imprenditore, era prevista tra le opere di urbanizzazione primaria e richiedeva la costruzione di un depuratore. Nell’Urbanistica autogestita, le cose, andavano però in modo e maniera differenti. In una prima fase, con la ricerca di finanziamenti europei (più di 2 milioni di euro) dirottati su un’opera i cui costi dovevano essere a carico dei privati. In seguito, con le scelte di non costruire il depuratore e di allacciare la rete fognaria al preesistente collettore del Centro agroalimentare, con conseguente risparmio per l’impresa. Un doppio regalo, tra i tanti, che ha riempito pagine di cronaca anche giudiziaria. Che ha lasciato un buco di centinaia di migliaia di euro nei conti pubblici tra contenziosi e indennizzi, di costi per opere mai completate (vedi l’illuminazione o i collaudi non ancora eseguiti) finiti a pesare inevitabilmente sui portafogli dei contribuenti.

Anche il famoso progetto di rigenerazione urbana (adesso si chiamano così) del complesso abusivo di Colle Rosa a La Botte è stato avviato (in epoche grilline) sollevando il privato costruttore (autore dell’abuso) quantomeno dai costi di demolizione, smaltimento dei materiali e ripristino dei luoghi (l’0rdine è di milioni di euro). È un dato di fatto. Con l’acquisizione al patrimonio pubblico, grazie alla formula della pubblica utilità, il Comune ha sanato l’abuso e dato una grossa mano all’impresa. Poi, il progetto di recupero è stato presentato tra quelli finanziabili con i fondi del PNRR. Oltre 5milioni di euro per la ristrutturazione di un complesso abusivo e fatiscente, ubicato su un’area senza infrastrutture e priva di viabilità, destinato non si capisce ancora bene a quale uso: chi dice sanitario, chi sportivo sociale. Quei soldi potevano essere spesi meglio e altrove?. Nessuno ci ha pensato perché all’Urbanistica le cose vanno sempre come devono andare.

Nell’autogestione del settore, sta per andare a dama anche la vicenda del progetto edilizio relativo al «Comparto A della variante Setteville Nord ex metanodotto». La richiesta di convenzione urbanistica è stata avanzata dalle quattro società proprietarie delle aree a maggio 2023 (con integrazione del luglio 2023), la richiesta di permesso a costruire è del 13 ottobre. Acquisito il parere preventivo archeologico a gennaio 2024, nei giorni scorsi il dirigente Zizzari ha dato il via libera alle procedure di realizzazione delle opere pubbliche previste in convenzione su via Capranica, quali viabilità, pubblica illuminazione, sistemazione a verde di quartiere. Tutto prende forma (e sostanza) da una vecchia determina dirigenziale del gennaio 2013, quando era stata approvata «la variante speciale di recupero in forma attuativa per parte dell’area ex vincolo del metanodotto in località Setteville Nord»: ancora l’Urbanistica del duo Ferrucci-Rubeis.

C’è poi da assistere alle sorti dei mega progetti di rigenerazione urbana legati al raddoppio del Car (Centro agroalimentare) sul versante della ex Statale tiburtina, quelle (ancora le sorti) delle aree intorno alla nuova stazione ferroviaria di Colle Fiorito, dove i problemi idrogeologici legati alla natura del terreno hanno rallentato per anni (a partire dal 2013) le mire edificatorie dei proprietari: i soliti, noti imprenditori. L’attenzione del settore si è ancora, di recente, concentrata sui progetti di espansione urbanistica previsti per quell’area. Si cercano vie d’uscita e scappatoie, nonostante le negative valutazioni dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) permangano. Nell’attesa, al momento lunghissima, che tra una perizia e l’altra (ben due nel giro di tre anni sono già costate decine di migliaia di euro) il Comune di Guidonia Montecelio riformuli (finalmente)  il valore dei terreni edificabili e delle aree fabbricabili ai fini del ri-calcolo dell’Imu. Uno sconto perpetuo ai costruttori edili e ai grandi proprietari terrieri. Si va avanti così dal 2007.    

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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