GUIDONIA – Utilizzo di sacchi non idonei, una raccolta differenziata raffazzonata, con la presenza nel mastello della frazione organica di una «quantità eccessiva di potature e/o erba oltre i limiti consentiti». Succede così che i nuovi operatori, nell’ambito dell’appalto partito il 1 giugno scorso, siano spesso costretti a lasciare i rifiuti in strada. Per evitare di compromettere l’intero carico destinato al conferimento nei siti autorizzati. Un disservizio? Nemmeno per idea. I contorni della faccenda che rischia di far lievitare ancora i costi di smaltimento li ha spiegati il sindaco di Guidonia Montecelio, il grillino Michel Barbet, durante la consueta  diretta Facebook del venerdì. Secondo il 5Stelle, da alcuni controlli sui casi segnalati di mancato ritiro dei rifiuti a domicilio, si è evidenziata una disabitudine dei cittadini a differenziare correttamente. Addirittura gli operatori della Tekneko, la società appaltatrice del servizio di raccolta, trasporto, smaltimento dei rifiuti, a detta di Barbet, avrebbero trovato vetro e plastica nei sacchi dell’organico.

Possibile che a 12 anni dall’avvio della raccolta differenziata spinta porta a porta nella terza città del Lazio ancora la pratica della corretta separazione dei rifiuti mostri falle così macroscopiche? O sono piuttosto gli effetti di una politica fallimentare e diseducativa, cominciata un paio d’anni con la scelta proprio di Barbet di «declassare» la frazione organica, assimilandola nel codice Cer alla componete grigia o indifferenziata da smaltire in discarica come avveniva a Guidonia fino al 2009, anno di entrata in vigore della raccolta differenziata?. Fu la mancanza di impianti di smaltimento dell’umido a condizionare la decisione dell’amministrazione grillina, costretta a ripiegare sui Tmb di Rocca Cencia a Roma e di Viterbo. Ora però le cose sono cambiate. Con il nuovo appalto la frazione organica finisce nell’impianto di Aielli in provincia de L’Aquila, dove si produce compost di qualità e casi di difformità del rifiuto non sono contemplati nel contratto appena messo a punto. Il mastello marrone dell’umido deve contenere prevalentemente gli scarti alimentari, altrimenti gli operatori ecologici non ritirano il rifiuto e presentano il conto al Comune di Guidonia Montecelio dopo avere inviato le segnalazioni di difformità.   

Tutto era cominciato con una ordinanza contingibile e urgente firmata a dicembre 2019 da Barbet per gravi motivazioni in ordine alla salute pubblica. Una soluzione individuata pro tempore dall’amministrazione 5Stelle di conferire nel Tmb del Viterbese di proprietà della Ecologica Viterbo Srl che si è protratta oltre la data del 31 gennaio 2020 e per l’intero anno, con un conto salato per i cittadini: circa 2 milioni di euro. I prezzi li aveva fatti la stessa Manuela Bergamo (ex assessore all’Ambiente) intervenendo in un consiglio comunale infuocato: 181 euro a tonnellata più iva al 10% moltiplicati per le 10 mila tonnellate annue fa cifra tonda. Un vero salasso per i cittadini che fino a quel momento pagavano la tariffa (Tari) calcolata su un costo di 135 euro (iva inclusa) per lo smaltimento dell’umido. Ora altri nodi vengono al pettine: la mancata programmazione tipica dei 5Stelle abituati a gestire il contingente e la somma urgenza, ha riguardato anche una nuova e corretta campagna informativa destinata agli utenti. Con risultati al momento devastanti: una raccolta differenziata fatta male e inchiodata al 67%. Nel 2019 era addirittura scesa al 64.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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