GUIDONIA – Per tre mesi ha sollecitato gli uffici: non chiedeva poi molto il pensionato Carlo Alberto Pagliarulo, già privato della indennità per legge. Dal sindaco 5Stelle Michel Barbet voleva solo il rimborso delle spese chilometriche e qualche euro per consumare un fugace pasto al bar della piazza del Comune. Un panino in cambio della permanenza nell’assessorato più strategico: le Finanze. I rumors, al solito a conoscenza dei retroscena più gustosi, riportano invece che ogni istanza di Pagliarulo è rimasta vana. Inascoltata. Fosse solo per l’assenza materiale dagli uffici di dirigenti e dipendenti, del segretario generale, tutti rimasti in massa a casa, causa Covid-19. Il Comune, non è segreto per nessuno, di questi tempi è una grande scatola vuota. Perfino nella segreteria del sindaco, nell’entourage dello staff dell’organo di vertice, su 11 tra dipendenti, funzionario e dirigente, 11 lavorano in smart working. Proprio negli spazi deserti del Municipio, raccontano i beneinformati, Barbet si muoverebbe ormai come l’ombra di sé, alle prese con problemi sempre più incalzanti e improcastinabili, di cui la grana Pagliarulo, l’assessore del panino e decimo dimissionario dalla giunta più instabile della storia, è solo l’ultima di una serie.

Perché, se la goccia delle dimissioni, molto poco nobile e molto più prosaica, prendeva forma giovedì scorso in commissione Finanze, è senz’altro vero che il dramma dei conti pubblici nell’ultimo triennio ha avuto l’effetto traino. Quei conti che lasciano presagire un bilancio 2020 lacrime sangue. La partita della previsione di spesa resta infatti impantanata sul deficit stimato in 3milioni e mezzo di euro tra entrate e maggiori uscite. Un gap determinato dalle mancate entrate tributarie, dall’incapacità di dare seguito al piano delle dimissioni (già previsto nella programmazione triennale della spesa), dai mancati introiti da fondi statali e europei la cui azione è rimasta al palo, dalla scelta politica di congelare l’urbanistica rinunciando così alle sole entrate certe rappresentate dagli oneri concessori. Una somma di errori che arriva adesso al pettine della disastrosa gestione 5Stelle, amplificata dalla contingenza straordinaria dell’emergenza sociale e sanitaria.

Il governo giallo rosso ha prorogato al 31 luglio il termine ultimo per l’adozione del bilancio di previsione 2020. Ma in questo quadro desolante, che potrebbe compromettere la stessa capacità dell’Ente di onorare il pagamento degli stipendi ai propri dipendenti, i 5Stelle alle leve del comando al settore Finanze o scappano o stanno a casa in pigiama da 47 giorni. È il caso del dirigente fiduciario Niccolò Roccolino, scelto proprio dal sindaco per traghettare i conti nell’ultima fase del quinquennio pentastellato, dopo le dimissioni del predecessore Maria Lombardi. Inutile aggiungere che sul bilancio non si scherza. L’atto politico per definizione, quello che circoscrive esattamente la tenuta di qualunque maggioranza comunale, deve essere approvato nei termini: pena, lo scioglimento del Consiglio comunale e la caduta dell’amministrazione. Barbet è sempre più solo e sempre più vicino al punto di non ritorno. Mentre più di qualcuno azzarda: potrebbe essere arrivato il tempo di valutare se andare al voto in autunno, tra novembre e dicembre. Per chi verrà dopo, la prospettiva di una catastrofe finanziaria e amministrativa senza precedenti. La ricostruzione dalle macerie.

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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