GUIDONIA – Dal 3 agosto la società Tekneko, incaricata della raccolta dei rifiuti a Guidonia Montecelio,  applica alla lettera il protocollo. Niente più sacchi neri, niente sacchi nei bidoni dei rifiuti che non siano biodegradabili e in più compostabili. La cortese e diligente segretaria della società, in via Lago dei Tartari, ha risposto al pensionato dopo un’ora che provava a telefonare al Comune e al Settore Ambiente inutilmente, «usi le buste della spesa e solo quelle. No, qui non abbiamo buste da vendere». Sui social da sabato è un continuo di foto di cartoline lasciate sui sacchi «no plastica – no sacchi neri», mentre si declinano le liriche meno poetiche, oltre alle minacce di portare i putrescenti rifiuti e i vagoni di plastica a piazza Matteotti, sotto le finestre del sindaco 5Stelle Michel Barbet. In giro non si parla d’altro.«Ma chi deve parlare resta in silenzio – commenta Giovanna Ammaturo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia – il mutismo del sindaco è inversamente proporzionale ai prolissi e beffardi discorsi elettorali». Tutto comincia il 13.06.2019 quando la Dda (Direzione distrettuale antimafia) sequestrava l’impianto della Sogerit Srl a Pontinia, usato dalla Demetra Srl per il conferimento e lo smaltimento dell’organico proveniente dal Comune di Guidonia Montecelio, l’accusa è di  traffico illecito di rifiuti. Il Prefetto di Roma, a seguito del sequestro, a garanzia dello svolgimento di un servizio essenziale a tutela della salute pubblica, comunicava agli uffici comunali la nomina di un commissario giudiziario per la Demetra Srl, e la possibilità per il Comune di continuare a conferire fino alla data del 31 Luglio 2019, data prorogata di ulteriori 4 mesi.

La scorsa settimana il commissario giudiziario contestava che i rifiuti solidi organici di Guidonia Montecelio superavano gli standard necessari ad un esatto compostaggio. La reprimenda è stata girata alla Tekneko aggiungendo la minaccia di sanzioni. La Società si è limitata a fare il proprio dovere. Niente più sacchi neri e sacchi bio- ecompostabili (Uni En 13432.2002) per contenere i rifiuti e massima attenzione. Ma l’utilizzo dei sacchetti della spesa non è poi tanto scontato, perché dopo l’obbligo dal primo gennaio 2018 di pagare la busta al negozio molti si portano la sacca da casa, poi perché non tutti risiedono in un appartamento. Ci sono esigenze diverse oltre i commercianti e ristoratori , animali in casa,  per cui la bustina non è sufficiente. Per acquistare 100 buste per il riciclo dell’umido moltiplicate le 34.000 famiglie con due o più persone, le aziende e i cittadini di Guidonia Montecelio spenderanno all’anno 4 milioni di euro che saranno materialmente gettati nelle pattumiere. Un vero spreco immotivato visto che in migliaia di Comuni in Italia è sufficiente il sacco biodegradabile. Essere ambientalisti è giusto, coscienzioso e responsabile ma salassare i cittadini in silenzio è dispotico e vessatorio. Oltremodo nessuna comunicazione di Barbet informa i cittadini ed i commercianti di quanto, oltre che le buste soltanto biodegradabili che si vendono in loco sarebbero inutilizzabili allo scopo mentre sono introvabili, se non in internet, quelle eco-compostabili.

Intanto i funzionari sono in ferie, come l’assessore all’Ambiente Manuela Bergamo, praticamente un’ombra cinese, e il dirigente Rocco Olivadese si appresta ad andarsene dopo le dimissioni, il web si scatena ma il sindaco resta muto. I sacchi sono sufficienti solo bio in migliaia di Comuni e in tantissimi da Tivoli a Bergamo agli otto del Tigullio vengono distribuiti gratuitamente agli utenti. A Guidonia i pentastellati piangono miseria e basta. Ma l’acquisto da parte del Comune, oltre ad abbassare i costi, potrebbe essere defiscalizzato dai privati: questo avrebbe programmato una amministrazione che guarda ai superiori interessi dei cittadini. «Evito di ricordare – aggiunge Ammaturo – le due pagine di alchimie proposte dal M5S sui rifiuti quando si sono candidati alle elezioni due anni fa per rispetto verso chi li ha votati. Il meglio dell’ironia era: il rilancio dell’informazione e la consapevolezza dei cittadini. Forse intendevano la spesa di 64.000 euro per il comunicatore ed il portavoce del sindaco. Sul sito istituzionale comunale alla parola rifiuti appare: “Pagina non Trovata”. Abbiamo avuto modo di leggere l’opuscolo di 45 pagine del regolamento sui rifiuti e le 31 foto della delibera consiliare sulla differenziata del 16 febbraio 2011. In nessuno c’è scritto che si vietano i sacchi neri e quelli non bio-ecompostabili. C’è traccia di sacchi biodegradabili soltanto sul sito Tekneko nelle regole del riciclo, mentre  dei sacchi bio-ecompostabili a seguire il link della presentazione della App della Società il 30 aprile scorso. Mai il Comune ha aggiornato il regolamento o emesso avvisi in proposito. I cittadini a parte le arrabbiature non debbono avere ogni mattina l’angoscia che l’immondizia è rimasta lì. Tutti sono ambientalisti: lo è nelle corde ognuno di noi senza ostentazioni o bandiere. Ma il sindaco di una città qual è Guidonia ha il dovere e l’educazione istituzionale di informare, di non spremere i già magri risparmi della comunità come se fossimo unici in Italia.  E’ uno spreco che non ci possiamo permettere, 4 milioni di euro sono uno schiaffo. Faccia e amministri sindaco e risponda anche alla interrogazione del 20 giugno scorso, di sei pagine, per trasparenza e per informare anche i residenti di quello che sta accadendo con il suo governo sui rifiuti».

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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