GUIDONIA – Le rivelazioni choc (e postume) di Valerio Novelli, consigliere regionale dei 5Stelle, innescano polemiche a non finire sui social. Sopratutto quelle confessioni sulle sorti segnate del Tmb dell’Inviolata da tempo immemore, da prima ossia che lui si candidasse e venisse eletto al grido di «mai Tmb». Un leitmotive ripreso dal sindaco grillino di Guidonia Montecelio Michel Barbet, anche lui arrivato alla carica sulla promessa di cassare l’impianto. Cancellarlo. Invece adesso, dalle parole di Novelli, si apprende che «la politica non può votare pareri ad atti amministrativi tra l’altro gravati da controversie giudiziarie al massimo potremo modificare la legge che regola il rilascio delle Aia cambiandone, magari, i criteri ed i fattori per la determinazione del rilascio».
Tradotto: il sindaco del suo stesso partito, Michel Barbet, eletto nel 2017, ha mentito per anni ai cittadini, perché avrebbe dovuto sapere e dire con chiarezza che non poteva fare niente per modificare le sorti amministrative del Tmb. La cui procedura in Regione Lazio, per quanto inizialmente incompleta, era stata sanata dalle sentenze del Tar del Lazio a partire dal 2016.
Vicenda tecnicamente complicata, ma alla luce dei fatti accaduti, oggi l’impianto è legittimo e legale e può aprire i battenti. Dunque, che fare? Intanto Novelli e Barbet, più altri accoliti minori tra i grillini, si sono riuniti nella sala giunta del Comune di Guidonia Montecelio sabato 25 luglio (data storicamente infausta) per discutere. Di cosa? Il sindaco non ha fornito nessuna comunicazione dell’incontro, ha taciuto e sottaciuto. A scrivere sulla sua pagina Facebook è stato invece il consigliere Novelli. Ecco il testo del post: «Proseguono gli incontri serrati con gli amministratori di Guidonia, al fine di definire una strategia politica in vista del Piano rifiuti regionale in discussione dalla prossima settimana (comincia oggi ndg). L’obiettivo rimane quello di incidere il più possibile per scongiurare l’apertura del Tmb». A quel punto alcuni legalambientalisti locali rompiballe, e definiti da Novelli «spedizionieri seriali di pec» non c’hanno visto più  e hanno risposto per le rime. La reazione del consigliere? Eccola: «Ribadisco il mio voto favorevole al sesto Ato di Roma (è uno degli emendamenti al piano rifiuti ndg), ma ti ribadisco ancora una volta che non è la soluzione al Tmb di Guidonia, in quanto, come ben sai, il Testo unico sull’ambiente prevede la solidarietà fra gli Ato di prossimità e finché Roma non sarà autonoma, e considerando che per costruire un impianto ci vogliono dai 3 ai 5 anni e considerato che a Roma ne serviranno almeno 4 (e mi tengo basso) il Tmb di Guidonia ospiterà i rifiuti di Roma per i prossimi 15 anni». «Se me lo dicevi prima» cantava il grande Enzo Iannacci. Se lo dicevi prima, caro Novelli, forse i cittadini non ti votavano.
Intanto, seguendo gli andamenti del consenso legalambientalista di zona, si intuisce che Novelli non è più il prediletto tra «gli spedizionieri seriali di Pec». Ora tutto l’interesse è rimesso nelle mani di Marco Cacciatore, consigliere regionale ex 5Stelle oggi nel gruppo misto e presidente della commissione Rifiuti.  Sua l’idea di emendare il Piano rifiuti con la proposta di un Ato a sé per Roma. Anche se fino alla costruzione degli impianti capitolini vale il principio di prossimità e dunque dell’utilizzo del Tmb dell’Inviolata. Quindi ha ragione Noveli. Che però appoggia l’emendamento Cacciatore. Insomma, fuffa allo stato puro per creduloni interessati a loro volta alle elezioni locali nelle quali candidarsi. Una grande baraonda degna di un grande circo.
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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