Nonostante i disastri amministrativi (e politici) Tiziana Guida e la collega alla Cultura sono sempre più in auge negli assetti del potere pentastellato, emblema di un anno di governo a 5Stelle 

GUIDONIA –  A metà tra mascotte e badanti, le “assessoresse” non lo mollano un attimo. Soprattutto in aula consiliare e al netto di impedimenti fisici. Elisa Strani e Tiziana Guida, rispettivamente delegate a Cultura e Pubblica Istruzione e all’Ambiente, volto femminile della giunta,  sono ormai presenze fisse al fianco del sindaco Michel Barbet durante le inutili assise fiume della terza città del Lazio. Due signore che, più di altri, danno il segno alla azione di governo e non nella accezione migliore. La geologa dei Castelli Romani protagonista della infelice uscita “Guidonia città di merda” , l’avvocato che sognava di fare il dirigente (per ripiegare poi sull’assessorato) sono le facce che, in un rapporto assoluto, meglio sommano i pasticci burocratici (e politici) dell’amministrazione pentastellata al traguardo del primo anno.

Tiziana Guida ha già scampato gli effetti di una mozione di sfiducia presentata dalla opposizione compatta. La modalità con la quale l’assoluzione (partigiana) dei 5Stelle è arrivata alla volta dell’assessore è però tutta da raccontare. Non solo la lettera di autodifesa vergata di proprio pugno da Guida, inflitta al sindaco come la medicina amara per un bambino, ma i contatti fitti tra i due in quei giorni roventi, avvenuti anche attraverso il caravanserraglio pentastellato. Quindi,  la ricerca dei punti da concordare, una necessità per meglio procedere alla difesa (d’ufficio) dell’assessore, intrapresa contro ogni evidenza da Barbet in aula. Raccontano i bene informati: come se i capricci della delegata all’Ambiente fossero trattabili con le letture non oggettive dei fatti. Tanto per fare un sunto dei disastri: i parchi messi in sicurezza in ritardo e dopo un grave incidente, le mancate raccolte dei rifiuti urbani, i contratti scaduti con le imprese di selezione di vetro e medicinali, in ultima la storiaccia dell’umido smaltito da Tekneko in regime di abusivismo amministrativo. Nota la circostanza: la ditta avezzanese, già vincitrice dell’appalto per la raccolta differenziata, scelta in via diretta per lo smaltimento della frazione degradabile del rifiuto domestico, tecnicamente ha operato per cinque mesi senza contratto, generando nel periodo un debito fuori bilancio di qualche centinaio di migliaia di euro. Qualora non bastasse: il pastrocchio burocratico di cui sopra non sembra avere soluzioni, se non la cancellazione degli atti di affidamento a Tekneko e la apertura di una nuova procedura che potrebbe però portare alla individuazione di un diverso contraente per la gestione del servizio. Almeno ieri (23 aprile), giornata di consiglio comunale, Tiziana Guida si è occupata della faccenda. Testimoni oculari, nelle pause dell’aula, raccontano di averla intravista al bar del Comune davanti a un caffè in compagnia del patron di Tekneko Umberto Di Carlo che, narrano le cronache di questi giorni, mai ultimamente era stato ricevuto dall’assessore negli spazi adeguati e nei più consoni orari d’ufficio.

Anche Elisa Strani,  assessore a Cultura e Pubblica istruzione, è in aula presenza fissa al fianco del sindaco, protagonista a sua volta del pastrocchio Museo Lanciani al quale, dopo mesi di incertezze, non è riuscita a dare un direttore scientifico né una struttura operativa. Così, causa l’ennesimo intoppo burocratico, il sito culturale più importante del Comune è rimasto inaccessibile per i visitatori. Non che il bando per l’affidamento dei servizi del Teatro Imperiale abbia prodotto effetti  maggiormente tangibili, lo spazio di piazza Matteotti continua a non dare notizia per mancanza di avventori. Sul fonte della gestione dei servizi scolastici  le cose non vanno meglio: lo scuolabus risulta non pervenuto con gravi rischi per l’anno venturo. D’ufficio,  qualche settimana fa, l’assessore ha affidato le sorti del trasporto scolastico a una gara per operatori commerciali che avessero voglia d’investire in pubblicità tabellare sui minipullman, ad oggi gli effetti di quel bando restano ignoti. Le peculiarità di Strani possono inoltre riassumersi così: è un esperto di faccende legal-culturali che mentre trattava da genitore-avvocato per l’inserimento del pasto da casa nel sistema delle mense scolastiche, ambiva a  fare il dirigente amministrativo. A settembre del 2017 presentò curriculum nell’ambito della selezione aperta dal Comune di Guidonia Montecelio ma non arrivò a sostenere le prove orali per mancanza dei requisiti di idoneità. A novembre Barbet la chiamò alla guida dell’assessorato, della serie: sempre meglio che lavorare?

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.