GUIDONIA – Il centro per l’impiego, sfrattato lo scorso maggio dalla sede di via Montelucci 9, non riaprirà a luglio. E nemmeno a settembre. Il bando avviato contestualmente dall’amministrazione per la individuazione di nuovi locali ha prodotto un nulla di fatto: alla scadenza dei termini (prevista il 1 giugno) solo una offerta era pervenuta negli uffici e subito scartata. Si tratta di quella della Samar (società dell’imprenditore Luigi Saporetti) per alcuni vani situati in via Fabio Massimo, nei pressi della sede dei Servizi sociali del Comune di Guidonia Montecelio. Tremila 500 euro al mese la richiesta, un mare di lavori di ristrutturazione da operare per adeguare lo spazio alle esigenze della Città metropolitana di Roma, ente dal quale il servizio dipende.

Anche calcolando le riduzioni del 15 per cento obbligatorie sui contratti pubblici, la spesa non era certo da considerarsi economicamente vantaggiosa a fronte dei 2 mila e 500 euro che il Comune pagava per la sede di via Montelucci, Guidonia Centro, da dove il centro era stato sfrattato per morosità (leggi qui), dopo che il Comune, per motivi ignoti e che sfuggono alla ragione (e al buon senso), aveva disatteso il contratto sottoscritto nel 2015 con la Ester 2000 (società di Bartolomeo Terranova), accumulando debiti arretrati per circa 50mila euro. Una vicenda paradossale, che aveva sollevato più di qualche polemica. Ma ci aveva pensato subito il vicesindaco 5Stelle Davide Russo a gettare acqua sul fuoco, annunciando l’avvio di una procedura aperta per trovare un nuovo locatore, e rassicurando tutti “il centro sarà riaperto a luglio”.

Una gara istruita in fretta e furia dagli uffici del Demanio comunale, con pochi e stringenti requisiti: il centro provinciale per l’impiego ha bisogno di una superficie complessiva, al lordo dei muri, non inferiore a 250 metri quadri. La necessità di tale spazio, si leggeva nel bando, nascerebbe dalla richiesta della stessa Città Metropolitana. Eppoi, la sede doveva ricadere all’interno di un raggio di 1 chilometro dalla stazione di Guidonia,  possedere un open space con spazio per ospitare 16 postazioni ufficio in front office per una metratura di almeno 120 mq, almeno tre uffici chiusi di 15 mq l’uno, un archivio di almeno 30 mq, quattro servizi igienici di cui uno per persone diversamente abili, ulteriori 40 mq per altri utilizzi (leggi qui).

L’unica proposta pervenuta non è stata ritenuta sufficiente, parrebbe, per affidare l’appalto. Violerebbe quel principio di concorrenza necessario a valutare la migliore offerta. Questo avrebbe stabilito la commissione chiamata a gestire le fasi di affidamento di gara. Tutto da rifare. Intanto il centro per l’impiego più vicino continua a rimanere quello di Tivoli dove i cittadini di Guidonia sono costretti a recarsi per sbrigare le pratiche.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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