Il richiedente è la Edil Moter, la società che ha costruito il Tmb dell’Inviolata. Nella struttura verranno lavorati scarti industriali destinati alla produzione di cemento e di conglomerati bituminosi. Una “Buzzi Unicem” di più modeste dimensioni a pochi metri dalla Avr che già fabbrica gli stessi materiali

GUIDONIA – L’atto amministrativo è apparso ieri alla “chetichella” sull’albo pretorio online del comune di Guidonia Montecelio. Niente riferimenti espliciti alla società, solo un generico proponente che chiede alla Regione Lazio le autorizzazioni ambientali necessarie all’avvio delle attività. Nello specifico, quelle di un impianto di trattamento dei rifiuti non pericolosi nell’area industriale a ridosso della ex statale Tiburtina, tra via Umberto Agnelli e via Enrico Forlanini, a un tiro di schioppo dal problematico quartiere di Albuccione, ma anche da altri insediamenti considerati impattanti per l’ambiente come la Avr di via Fratelli Gualandi, sito operante a pochi metri dal centro commerciale Tiburtino e dalla sede della Asl di zona, dove già si recuperano materiali da destinare alla produzione di bitumi stradali.

La comunicazione formale, generica, pubblicata dal comune di Guidonia Montecelio come procedura richiede, serve a fissare i tempi per le eventuali osservazioni, “i soggetti interessati avranno sessanta giorni di tempo per opporsi e via discorrendo…” . È il portale della Regione Lazio a svelare però il nome del misterioso (omesso) proponente. Si tratta di Edil Moter Srl, la società dell’imprenditore Mauro Ceci, nota alle cronache per avere realizzato il contestato Tmb dell’Inviolata, per essere incappata nelle maglie della giustizia penale a causa dei presunti abusi edilizi commessi proprio in relazione all’impianto del gruppo cerroniano a tutt’oggi sotto sequestro preventivo.

L’interesse dell’imprenditore edile Mauro Ceci per il trattamento dei rifiuti non pericolosi, in generale per la produzione di “conglomerati bituminosi e cementizi” (questa la ragione sociale delle autorizzazioni richieste), non è di questi giorni. Già nel 2009 Ceci  aveva individuato il partner giusto per avviare questa nuova, florida attività d’impresa, e lo aveva trovato in Filippo Lippiello della Società del Travertino Romano Spa. Proprio guardando alla “lavorazione, recupero e commercializzazione di inerti” alla “produzione e vendita di conglomerato bituminoso e cementizio”, insieme avevano fondato un nuovo soggetto giuridico, la Agr Recuperi Srl, di fatto un ramo d’azienda di Edil Moter e Str Spa con a capo Giancarlo Verdini, attivista cittadino del Partito democratico.

D’altro canto, nel segno di una vocazione bipartisan,  la Edil Moter di Mauro Ceci aveva intensificato la sua attività di impresa edile a 360 gradi proprio negli anni di governo del centro destra. Con l’amico Eligio Rubeis alla guida di Palazzo Guidoni si era aggiudicata nell’ordine gli appalti della manutenzione straordinaria delle strade comunali; la realizzazione della controversa nuova viabilità Selciatella Tor Mastorta (Fondi Plus); la costruzione del nuovo Tmb cerroniano all’Inviolata, nonché tutte le contestate rotatorie spuntate come funghi in città; le opere di urbanizzazione dell’area produttiva Pip2; la costruzione del più grande capannone industriale interno al Car (Centro agroalimentare).

Ora la Regione Lazio e gli altri enti interessati tra cui il Comune, ciascuno per le proprie specifiche competenze, dovranno rilasciare le autorizzazioni allo stabilimento di Albuccione, nei fatti una “Buzzi Unicem” di più modeste dimensioni dove recuperare gli scarti (inerti) della attività estrattiva, i rifiuti derivanti da demolizioni edilizie e la loro trasformazione in cemento e bitume stradale, con le procedure da adottare per la riacquisizione al ciclo produttivo di particolari rifiuti, una attività comunque altamente impattante per l’ambiente. Il primo vero banco di prova per l’amministrazione pentastellata, per il sindaco 5Stelle Michel Barbet,  “geneticamente” contrari agli insediamenti industriali inquinanti in un territorio che “storicamente ha già dato”. 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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