GUIDONIA – A 12 mesi dai fatti, l’impellenza è «riattivare il tavolo interistituzionale con la Regione Lazio e il Comune di Tivoli». La richiesta è contenuta in una lettera condivisa dagli enti coinvolti, anche a firma del sindaco di Guidonia Montecelio, il 5Stelle Michel Barbet, scritta e acquisita agli atti della vicenda cave. È il primo passo concreto a un anno dalla crisi che portò in piazza Matteotti una nutrita rappresentanza di operai del settore estrattivo, con contestuale contestazione alla politica stellata al governo della terza città del Lazio. Ora, il futuro del distretto industriale più importante del territorio tiburtino, 2000 occupati tra dipendenti diretti e indotto, torna nelle mani della Regione Lazio. Precisamente sul tavolo di Paolo Orneli. Il presidente di Lazio Innova che, nella ridistribuzione degli incarichi di giunta decisa nei giorni scorsi dal governatore Nicola Zingaretti, ha preso le deleghe allo Sviluppo economico e alle Attività produttive. A lui il compito di dirimere contrasti e punti di vista distanti tra le parti in campo. Concessioni, rinnovi delle autorizzazioni, ritombamenti delle cave dismesse o in via di dismissione, l’utilizzo dei materiali per farlo, e ancora: innovazione e tutela occupazionale e ambientale da fare coincidere, sono questi i temi a cui Orneli sarà chiamato a lavorare. A meno di un cambio di rotta che potrebbe spostare la casella della cave sotto la diretta competenza di Alessandra Troncarelli, assessore all’Ambiente, per lasciare ai 5Stelle una maggiore corrispondenza con l’attività della commissione Ambiente presieduta da Valerio Novelli, il consigliere, nello scacchiere del potere stellato, più prossimo alle istanze locali.

Gli imprenditori del settore estrattivo sono ovviamente soddisfatti che qualcosa torni a muoversi. Soprattutto di condividere attivamente le scelte del momento, decise durante un incontro con il Comune di Guidonia Montecelio della scorsa settimana. «Auspichiamo un quadro di chiarezza e una programmazione degli interventi nel breve e lungo periodo per il rilancio del distretto industriale del travertino romano – spiega Filippo Lippiello, presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano – e che ciò avvenga in un tempo utile e senza conflitti».

Entro e non oltre 18 mesi. La norma regionale salva cave è il vigore dal 23 ottobre 2018 e dispone che tutti «i procedimenti e i conseguenti provvedimenti di competenza della Regione e dei comuni relativi ai titoli autorizzatori per l’esercizio delle attività estrattive […] sono sospesi dalla data di entrata in vigore della presente legge» e comunque fino al completamento delle attività di verifica ambientale che dovranno essere ultimate entro e non oltre 18 mesi. La norma «salva cave» (contenuta nel collegato al bilancio regionale) è stata pubblicata il  (23 ottobre) sul Bur (bollettino ufficiale della Regione Lazio) e dal quel momento è quindi in vigore in ogni suo effetto; essa fa riferimento «a ciascuna attività estrattiva» comprese quelle già oggetto di revoca. Dalla Regione Lazio hanno già fatto sapere di non essere indirizzati verso una proroga dei termini, quindi alla scadenza degli effetti normativi mancano sei mesi.
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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