GUIDONIA – La delusione e tanta. E anche la rabbia di essersi sentito discriminato da una prova scritta che non doveva certo favorire alcuni a scapito di altri. È quanto sarebbe accaduto al concorso per istruttore direttivo tecnico (categoria D) e per istruttore tecnico (categoria C), svolte nei giorni 14 e 15 giugno davanti alle rispettive identiche commissioni esaminatrici.

Il candidato è risultato escluso e non potrà sostenere l’orale, non è però l’arrabbiatura a spingerlo a mettere in fila le anomalie che avrebbero viziato lo svolgimento delle prove scritte. A cominciare dalla scelta dei compiti d’esame. La simulazione della stesura di un verbale di somma urgenza, tecnicamente affine a chi ha già maturato esperienze nella pubblica amministrazione, con incarichi politici o professionali come nel caso di tutti i «promossi» alla fase successiva della categoria D. A pensar male si fa peccato e quasi sempre ci si azzecca. Per il candidato escluso, che conosciamo e abbiamo intervistato e di cui non facciamo il nome perché preferisce rimanere anonimo, ci sarebbe stata, nella scelta dei testi d’esame, la volontà discriminatoria di entrare troppo nei tecnicismi della pratica a scapito della conoscenza teorica delle materie d’esame, con l’intenzione di scremare il più possibile la lista dei concorrenti: «È come chiamare a chi vuole entrare in polizia, senza esperienza pregressa, al poligono di tiro e chiedergli dieci centri, è evidente che riuscirà chi si è già esercitato sul campo».

Gli stessi testi d’esame, pensati come temi giuridici e lasciati al libero svolgimento del candidato senza l’uso di prontuari e commentari, sollevano perplessità per l’alto margine di discrezionalità lasciato alla commissione nella valutazione delle prove. Il candidato sarebbe stato informato, inoltre, solo al momento dell’esame, e per le vie brevi dal presidente Donato Spagnoli (dirigente alla Provincia di Rieti), che sotto la soglia minima dei 21 punti ottenuti nella prima prova scritta, la commissione non avrebbe proceduto alla correzione della seconda. Precludendo direttamente l’accesso alle successive fasi del concorso. Regole introdotte seduta stante, non previste dal bando e demandate ancora alla discrezionalità della commissione. Stranezze. Come quella dei tamponi. Ogni candidato avrebbe dovuto presentarsi munito di certificato Covid-free effettuato nelle 48 ore precedenti. Tutto scritto in un protocollo comportamentale allegato agli atti del concorso. Pubblicato sul sito del Comune di Guidonia Montecelio. Eppure qualcuno ne era sprovvisto al momento di cominciare le prove. Dovevano essere esclusi e rispediti a casa? Neanche per idea, uno dei membri della commissione, soggetta a continui rimpasti a causa delle defezioni numerose che si sono verificate fin dalla prova preselettiva, si è prodigato nel comportamento davvero irrituale di accompagnare gli sprovvisti di certificato al punto Croce Rossa del Car, dove il personale della AslRm5 avrebbe eseguito i tamponi di corsa e consegnato i risultati in tempi record per consentire ai candidati di sostenere l’esame. Un fatto ulteriormente discrimanorio verso chi il tampone lo aveva diligentemente fatto nei tempi, privatamente a proprie spese, attenendosi alle regole.

Ma prima dello svolgimento delle prove è anche capitato che il presidente di commissione contattasse al telefono i partecipanti per sollecitarli ad arrivare in aula dove le prove si sarebbero tenute non più alle 15 come stabilito  ma alle 13. Stranezze davvero irrituali per un concorso pubblico. Come quella di attribuire ad ogni candidato un numero identificativo progressivo seguendo l’ordine alfabetico. Un modo che oggettivamente rende alquanto facile riconoscere a chi appartiene la busta contenente un determinato compito. Il candidato escluso pensa adesso alla richiesta di accesso agli atti per acquisire punteggi, verbali, qualunque atto utile ad accertare eventuali irregolarità o abusi. Intanto denuncia, fornendo le prove, che da 48 ore dal sito del Comune stranamente appaiono e scompaiono verbali di commissione. Gli otto «finalisti», che se la vedranno con i commissari, almeno nella categoria D, saranno sottoposti anche ad un esame di inglese non previsto dal bando. Sono tutti funzionari a progetto, city manager che lavorano nei Comuni della provincia di Roma. Impiegati negli uffici tecnici di Cisterna di Latina, Palombara, Tivoli, Frascati, Morlupo, uno, l’unico personaggio pubblico, Andrea Trinca è assessore all’Urbanistica al Comune di Marino in una giunta 5Stelle, stesso colore di Michel Barbet sindaco di Guidonia Montecelio e della sua amministrazione. Tutti hanno steso, almeno una volta nella vita, un rarissimo verbale di somma urgenza in caso di calamità naturale. La lente è puntata ora anche sull’attività di Logos Spa, la fondazione di partecipazione pubblico privata che ha materialmente preparato le prove d’esame poi consegnate e sorteggiate dalla commissione. Al timone c’è Massimo Fieramonti, ex sindaco di Palombara Sabina in quota Democratici di sinistra alla fine degli anni ’90 del secolo scorso. Ora si attendono gli esiti delle prove orali. Si va in scena lunedì 31. E dopo Matteo Manunta, ex consigliere comunale dei 5Stelle assunto a Guidonia Montecelio grazie al concorso carrozzone di Allumiere, un altro famoso d’area civica e movimentista potrebbe a breve prendere posto negli uffici di Palazzo Matteotti. Se vincerà il concorso per due posti da istruttore direttivo tecnico. (To be continued)   

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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