GUIDONIA – Sulla condotta del consigliere grillino Alessandro Cocchiarella adesso gli uffici comunali scaricano ogni responsabilità. Egidio Santamaria e Alberto Latini, rispettivamente dirigente e funzionario del settore Ambiente al momento dei fatti, rispondono all’interrogazione delle opposizione e mettono tutto nero su bianco: «Non risulterebbero autorizzazioni formali al Cocchiarella in ordine alle attività evidenziate […] le giornate ecologiche si svolgono con l’ausilio del comando della polizia municipale che non ha segnalato alcuna anomalia relativa alla giornata ecologica del 17 ottobre del 2020».

Eppure le anomalie si sono verificate. Non solo alla giornata ecologica di Guidonia centro ma in quella di Colle Fiorito del 17 ottobre 2020 oggetto dell’interrogazione. Fatti provati ed esattamente messi in sequenza dagli scatti fotografici che non lasciano spazio alle interpretazioni. In cui il grillino, presidente della commissione Ambiente, prima armeggia a bordo dei mezzi adibiti alla raccolta degli ingombranti e poi traffica, per uso personale, con i rifiuti raccolti e assemblati dalla società Tekneko da destinare al riuso e allo smaltimento. Alcuni pezzi, accuratamente selezionati, sono anche finiti a bordo dell’auto del consigliere, in particolare si riconoscevano due computer dismessi, un ventilatore, alcuni secchi di metallo.
Una questione finita al centro di polemiche e di in una interrogazione urgente sottoscritta da buona parte della opposizione (astenuti i democrat Simone Guglielmo ed Emanuele Di Silvio e la attivista Anna Checchi). Un atto che chiedeva al sindaco Michel Barbet, all’assessore Antonio Correnti, al dirigente Egidio Santamaria, di chiarire i contorni di una abitudine del Cocchiarella, decisamente in contrasto con le normative a tutela dei cantieri di lavoro e (anche) con le altre recenti (del 2020) che rendono ancora più stringenti le modalità di tracciamento e trattamento del rifiuto domestico, prevedendo ammende e conseguenze penali per i trasgressori.

Ma ecco il testo dell’interrogazione, alla quale segue adesso la risposta di Santamaria e Latini, con cui i consiglieri di minoranza chiedevano a Barbet «se l’amministrazione avesse rilasciato autorizzazione al consigliere Alessandro Cocchiarella, che lo titolasse a partecipare attivamente alle attività svolte dalla società Tekneko, ed in caso di risposta affermativa di renderne copia agli scriventi»; chiediamo di sapere se il consigliere Cocchiarella abbia consegnato sacchi neri contenenti rifiuti presso l’isola ecologica del Comune nella giornata di sabato 17 ottobre e in caso affermativo se di essa la Tekneko abbia regolare distinta; chiede di sapere se la gestione delle giornate ecologiche si svolge sotto il controllo o comunque alla presenza di personale del Comune e se in particolare il giorno sabato 17 ottobre fosse presente un addetto dell’amministrazione; chiede di sapere se per la giornata ecologica di sabato 17 ottobre sia stato presentato un verbale o una segnalazione di anomalie nello svolgimento del servizio da parte della società Tekneko ed in caso di risposta affermativa di renderne copia agli scriventi; chiede di sapere se il consigliere Alessandro Cocchiarella abbia titolo a svolgere lavori manutentivi per conto del Comune (qualche giorno fa riparava una recinzione in via Roma, presso sede dei vigili urbani)  ed in caso di risposta affermativa di renderne copia agli scriventi. Arianna Cacioni (Lega); Giovanna Ammaturo (Fdi); Paola De Dominicis e Mario Lomuscio (Pd): Mauro De Santis, Mario ProiettiMario Valeri (Polo Civico); Claudio Zarro (guppo Misto); Lorena Riscetti (AttivaGuidonia).

Dei fatti si è discusso anche nell’ultima seduta della commissione Lavori pubblici. Quando incalzato da Arianna Cacioni e Giovanna Ammaturo il presidente grillino Claudio Cos ha messo a verbale che Cocchiarella ha solo intercettato il materiale prima che finisse sui camion, chiedendo agli stessi cittadini di poterlo utilizzare per usi personali. Sollevando così il Comune delle spese di smaltimento. Le cose però non stanno esattamente così. Dal momento che l’Ente guadagna dalla vendita del ferro, degli apparecchi elettronici e delle chincaglierie in genere. Un mercato florido del ciarpame che alimenta giri per milioni di euro in Italia. Un caso sul quale fare la dovuta chiarezza.

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AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Andrea loreto

    Il problema non è il guadagno del comune ma e appropriazione indebita di beni del
    Comune e danno erariale perché quei beni davano denaro al comune ma il Cocchiarella è abituato a minacciare è riuscito a far far fuori dalla Tekneko il personale che lo contrastava minacciando di non far pagare le fatture

    Luglio 30, 2021

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