GUIDONIA – Non è stato uno scherzo e nemmeno un atto privo di conseguenze come qualcuno dal Comune di Guidonia Montecelio ha provato a fare credere. A dicembre 2020, la Tre Esse Italia Srl, l’agente della riscossione territoriale, ha notificato due ingiunzioni fiscali ad altrettante società del settore estrattivo nonostante il periodo di sospensione previsto per legge per l’intera durata dell’epidemia tuttora in corso. Ora i legali delle imprese hanno diffidato il Comune e la Tre Esse Italia nelle persone dei legali rappresentanti e nell’ordine: Delia Corsi (amministratore unico del concessionario); Niccolò Roccolino (dirigente comunale alle Finanze); Michel Barbet, sindaco grillino: Elisa Strani, assessore con delega alle attività estrattive; Nicola Sciarra, assessore al Bilancio. Gli avvocati dello studio romano Andrea Guarino e partners, chiedono all’Ente, quale soggetto impositore dei tributi riferiti a Imu e Tasi, la immediata revoca in autotutela degli atti emessi; di effettuare  una più precisa ricognizione di quanto effettivamente dovuto dalle aziende, correggendo gli avvisi «dai numerosi errori materiali commessi e stralciando gli avvisi prescritti o duplicati».

«Con istanza del 25 gennaio (vs prot. n. 7125/21) le società LIFI srl. e SVP srl hanno chiesto l’immediata sospensione delle ingiunzioni fiscali notificate dalla TEI (Tre Esse Italia ndg) durante il periodo di sospensione previsto per legge. L’importo delle ingiunzioni è elevatissimo, è pari ad Euro 424.666,00 – scrivono gli avvocati nella diffida -. Durante lo stesso periodo, la Tre Esse Italia ha notificato alla LIFI srl. Quattro avvisi di accertamento immediatamente esecutivi, per gli anni di imposta 2014 e 2015, per un importo complessivo di Euro 695.196,80. Si tratta di avvisi di accertamento radicalmente nulli perché aventi ad oggetto imposte prescritte (2014) e imposte già richieste alla STR Spa. (sono avvisi che duplicano precedenti avvisi). Anche di questi avvisi, la società ha chiesto l’immediato ritiro. Le società si vedranno dunque costrette ad adire nuovamente la Ctp (Commissione tributaria provinciale ndg), con aggravio di costi e responsabilità per il Comune di Guidonia Montecelio».
«Non è certamente responsabile il comportamento di un Ente, sia esso l’Ente impositore, sia esso la concessionaria incaricata, che procede a notificare atti immediatamente esecutivi per un valore di oltre 1 ml di euro, nonostante il divieto previsto ex lege di procedere in tal senso. Così come non è responsabile il comportamento di un Ente che non instaura con i contribuenti un dialogo aperto e trasparente come richiesto dallo Statuto dei contribuenti. Si rammenta agli Enti in indirizzo che le società istanti, come quasi tutte le società del comparto, hanno presentato una istanza di conciliazione al Comune. Con tale istanza, a differenza di quel che è stato riportato dalla stampa locale, le società non hanno chiesto indebiti sconti, ma hanno chiesto al Comune di dare attuazione all’orientamento della Cassazione, ormai pacifico, secondo il quale nella determinazione della base imponibile delle aree estrattive ai fini Ici/Imu, il giudice tributario deve tenere conto della maggiore o minore attualità delle potenzialità edificatorie, nonché della possibile incidenza di ulteriori oneri sul valore in comune commercio, in applicazione dell’art. 5, comma 5, d.lvo 504/92 (n. 755/21, n. 351/2, n. 27557/19, n. 27558/19, n. 27004/19, n. 18303/19, n. 25506/16, n. 31211/17, n. 7797/19). Sulla base di tale orientamento – insistono gli avvocati – la Corte di Cassazione, infatti, ha cassato numerose sentenze della Ctr (Commissione tributaria regionale) che avevano ritenuto corretto il valore imponibile indicato nella delibera n. 23/07 ed ha rinviato le cause alla Ctr, affinché si pronunci nuovamente, tenendo conto del principio di diritto stabilito dalla Corte stessa, ossia attribuendo alle aree estrattive un valore imponibile sulla base di atti che tengano conto della limitata edificabilità delle cave e degli oneri specifici sulle stesse gravanti. È nell’interesse e dovere del Comune esaminare tale istanza, al fine di evitare di essere travolto da richieste di indebito arricchimento e di rimborsi da parte dei contribuenti e anche al fine di evitare di corrispondere alla TEI importi non dovuti avendo la TEI diritto a ricevere un aggio percentuale sulle somme incassate dal Comune. Lo si ribadisce, è la Cassazione che in diverse occasioni ha affermato che la Tre Esse Italia ha mal determinato il valore venale delle aree estrattive e ha chiesto il pagamento di imposte non proporzionate alla capacità contributiva dei destinatari (precisamente in questo senso Cassazione n. 755/21)».
«Il principio della proporzionalità delle imposte alla capacità contributiva dei destinatari ha valenza costituzionale – concludono i legali -. Le imposte non possono certamente essere fonte di indebito arricchimento per gli Enti impositori o per i soggetti che agiscono per Essi in virtù di delega o concessione.
È dovere dunque del Comune e della stessa TEI agire per ottemperare ai principi espressi dalla Corte. È dovere del Comune procedere alla rettifica dei valori venali delle aree estrattive sulla base dei quali la TEI ha emesso tutti gli avvisi di accertamento, così come è stato chiesto dalle società del comparto con l’istanza di conciliazione. È dunque nell’interesse del Comune che la Tre Esse Italia sospenda l’attività di riscossione coattiva in attesa che gli Uffici competenti esaminino e si pronuncino sull’istanza di conciliazione presentata. Si chiede quindi al Comune, in accoglimento dell’istanza presentata ai sensi dell’art. 44 del Regolamento Entrate, anche nell’esercizio delle prerogative proprie di Ente concessionario ed impositore, di sospendere l’efficacia delle ingiunzioni e degli avvisi notificati nel mese di dicembre 2020 dalla TEI  sino all’esame e definizione della conciliazione richiesta dai contribuenti. Si formula in questo senso una espressa diffida ad ogni effetto di legge».
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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