GUIDONIA – Le ultime autorizzazioni relative agli allacci fognari sono arrivate a Ferragosto con una ordinanza contingibile e urgente (la numero 194 del 16 agosto ECCOLA) del sindaco grillino Michel Barbet. Adesso l’impianto industriale, che tratta e trasforma alcune tipologie di rifiuti è operativo. Si estende su un’area di circa un ettaro situata tra via Umberto Agnelli e via Enrico Forlanini, ad una distanza di 600 metri dal centro abitato del problematico quartiere di Albuccione, già alle prese con i roghi tossici e le discariche abusive di rifiuti sparse ovunque. Nel 2020 è stato autorizzato dalla Regione Lazio a trattare 462.000 tonnellate annue di rifiuti corrispondenti a particolari codici Cer. Una quantità, come dire, non certo irrilevante, che divisa per 365 giorni viaggia su decine (centinaia) di camion su e giù per la ex Statale Tiburtina e strade di collegamento, in entrata e in uscita dai caselli autostradali della A24 e della A1.

Camion in entrata

Durante un sopralluogo di qualche giorno fa, chi scrive, ne ha contati una decina in transito su via Umberto Agnelli in appena un quarto d’ora. Questo impianto (di proprietà della Edil Moter Srl dell’imprenditore Mauro Ceci) è praticamente un’altra Avr (azienda localizzata a pochi chilometri di distanza nei pressi del Centro commerciale tiburtino di via Fratelli Gualandi) e si occupa della lavorazione di scarti industriali classificati come rifiuti e destinati alla produzione di cemento e conglomerati bituminosi. Nel dettaglio, questo mega impianto, si adopera nel recupero e riutilizzo di rifiuti inerti provenienti da scarti di costruzione e demolizione, prodotti di attività artigianali, commerciali, industriali e civili.

L’impianto costruito a ridosso del centro abitato di Albuccione

Un impianto passato dalle procedure di impatto ambientale (Aia) autorizzate dalla Regione Lazio con la compartecipazione (tra gli altri) del Comune di Guidonia Montecelio dopo l’acquisizione dei pareri di tutti gli enti interessati. I nulla osta sono arrivati al termine del ciclo di conferenze dei servizi, procedure note ai lettori per l’altra vicenda molto più dibattuta del Tmb dell’Inviolata. Al termine dell’iter amministrativo, finalizzato a registrare eventuali limiti, osservazioni, prescrizioni, l’attività industriale, pianificata negli anni, si è quindi concretizzata grazie al rilascio delle autorizzazioni arrivate (anche) da parte dell’amministrazione comunale di Michel Barbet. Il sindaco, interpellato sulla questione, dice che l’impianto insiste su un’area industriale, lontano dal centro abitato di Albuccione (i progetti parlano però di 600 metri e anche dalle immagini la vicinanza alle case è evidente) e che la sua amministrazione vigilerà «perché tutto si svolga nel rispetto delle leggi». Ipse dixit.

L’impatto ambientale. A firmare il progetto dell’impianto è stato l’architetto Alfonso Rubeis (nipote dell’ex sindaco Eligio), mentre è opera del geologo Leonardo Nolasco (figlio del potente ex dirigente regionale Francesco) la relazione di impatto ambientale, firmata assieme all’ingegnere Alessia Pontilli e approvata dalla conferenza dei servizi. I due professionisti hanno imperniato lo studio sui fattori di rischio relativi «alle emissioni in atmosfera, e al rumore» per i quali sono stati prodotti due documenti monografici denominati «Studio del traffico in atmosfera» e «Valutazione previsionale di clima acustico». Tutto regolare.  Compreso il via vai giornaliero di camion: un bel numero, considerato che  l’impianto lavora 10 ore al giorno, dalle 7 del mattino alle 17. Ma come ribadito anche dal sindaco, l’attività non vìola i parametri di legge, rientrando nella normali attività di quel tipo di impiantistica.

La storia dell’impianto. Le aree sulle quali è stato costruito sono diventate da agricole a industriali produttive grazie a una variante urbanistica votata dal consiglio comunale di Guidonia Montecelio (amministrazione di Centrodestra) il 17 novembre del 2010. Un intervento che ha modificato  il Prg del 1976, nel particolare i confini del Piano di intervento produttivo in località Tavernelle, meglio noto come Pip/2, adottato dalla Giunta regionale del Lazio con delibera del 1999. A certificare la regolarità della procedura fu l’allora dirigente all’urbanistica comunale Angelo De Paolis, con atto di competenza del 19 novembre del 2015, divenuto parte integrante della documentazione progettuale poi depositata in Regione, oggetto quindi del processo autorizzatorio finito all’attenzione della conferenza dei servizi decisoria.

Accesso agli uffici

Un Polo per la lavorazione dei rifiuti tra i centri abitati. Nella medesima area di incidenza dell’impianto di Edil Moter, ad una distanza stimata di circa 200 metri, l’attuale amministrazione comunale 5Stelle, in raccordo con Regione Lazio e Città Metropolitana di Roma, sarebbe orientata a costruire un ulteriore impianto industriale per il trattamento e la lavorazione della frazione organica del rifiuto domestico: NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Rifiuti, un grosso «Tmb dell’umido» sulla Tiburtina, la giunta grillina approva: l’impatto su 100mila persone. Le scelte politiche del M5S, indirizzate dall’imminente accordo di governo con il Partito democratico, ormai a un passo dalla giunta Barbet, prendono forma e diventano sostanza nel programma di sviluppo previsto per un intero quadrante. Con le ripercussioni  sulla qualità della vita che tali scelte avranno su una popolazione di almeno 100mila persone.

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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